... chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola.
Giovanni Falcone

sabato 11 aprile 2009

Genitori di omosessuali: una ricerca ne svela le reazioni

Il 65 per cento dei gay e delle lesbiche riesce a confessare il proprio orientamento sessuale ai genitori. Del restante 35 per cento di genitori lo scopre da una lettera o dal diario «lasciati incustoditi» o da altre persone.
Nel 68 per cento dei casi fratelli e sorelle sono i primi a sapere ed è con loro che i genitori iniziano ad aprirsi. Spesso ci sono dei segni premonitori come forme di isolamento dal gruppo dei coetanei o, molto più rara, la scoperta di amori in corso.

Questi dati emergono da una ricerca europea «Family Matters», la più ampia svolta in Europa, condotta dall'Università del Piemonte Orientale, in collaborazione con diverse associazioni tra cui l'"Agedo", attraverso interviste e domande rivolte a 200 familiari di giovani lesbiche e gay (tra i 14 e i 22 anni).



Quando in una famiglia diventa palese che un figlio o una figlia sono omosessuali le relazioni cambiano e per i genitori, in particolare, si apre una nuova grande prova: cercare di capire, riuscire ad amare comunque!

È comunque un momento di verità, a volte traumatico, ma autentico e necessario per i figli per acquisire forza e fronteggiare il mondo esterno sempre carico di difficoltà e spesso di violenza omofobica.

comunque sia i genitori sono chiamati a «ridefinirsi», a riflettere su ciò che hanno dato per scontato.
I figli devono cercare la forza per pensarsi fuori dalla cornice delle aspettative che fino a quel momento padri e madri hanno nutrito per loro.
Le reazioni sono, solitamente, forti anche se solo in rari casi travolgono il riconoscimento del legame: «È comunque mio figlio, resta mia figlia». La prima reazione nella metà dei casi e "il timore di aver fallito"; il 54 per cento tenta di smentire l' ammissione del figlio affermando:
«Sei troppo giovane per dirlo ». Qualcuno sbotta ( il 17 per cento): «Ti hanno traviato» ( soprattutto riferito alle ragazze ). E c'è chi ( meno di un quinto) si sente sollevato: «Ah! Era questo! dunque né droga né alcol».
Altri però ( un quinto circa ) rifiutano l'idea provando rabbia e vergogna. Un altro 17 per cento cerca di rimediare in qualche modo: «... che almeno che non si sappia in giro».
L'idea che si tratti di una malattia o comunque di un comportamento da poter curare affiora nel 40 per cento dei genitori ( per lo più cattolici praticanti ).
Il confronto soltamente è aspro almeno con uno dei genitori e le parole e le reazioni possono ferire. Eppure la rivelazione dei figli fa bene: i genitori si sentono destinatari e custodi di ciò che i giovani hanno capito di loro stessi. Il colloquio avviato ha un sapore ambiguo fra la costernazione e l'amarezza perché la realtà appare subito in salita, imprevista e si annuncia dura, ma si avverte che se non ne avessero parlato quella difficoltà per i propri figli, da soli, sarebbe stata ancora più dura e in questo il contesto italiano meno "laico" e più "tradizionalista" rende ancora più difficoltosa l'accettazione e il futuro inserimento.

Nonostante le difficoltà, gli animi ben presto si stemperano, ci si sfugge di meno e gli occhi bassi si riducono insieme al «fastidio» per il genitore più intollerante. Alla fine ci si capisce tutti un po' di più. Resta il timore della precarietà affettiva soprattutto per i maschi, dovuto all'ignoranza che ancora alberga abbondantemente nella società. Ma si sa che l'unione fa la forza e la famiglia si stringe attorno alla difficoltà. Poco alla volta si delinea un obiettivo comune: «Dobbiamo ritrovarci, siamo pur sempre una famiglia, anzi una famiglia vera», dice una madre. Anche il lessico dei ricercatori - Chiara Bertone, la responsabile, e Marina Franchi - tradisce qualche ottimismo: «In queste famiglie, che si sono trovate a fronteggiare un evento di rottura di relazioni quotidiane, altrimenti largamente date per scontate e naturalizzate, sembra emergere in modo particolarmente evidente una concezione di relazioni familiari centrata sull’ideale dell’intimità che molti studiosi individuano come elemento cruciale delle recenti trasformazioni delle esperienze familiari».
I genitori, guardando al futuro, sperano che i figli avranno una relazione di coppia ( il 96per cento), meno della metà crede che potranno sposarsi, il 19 per cento scommette che i nipoti nasceranno, e il 38 per cento dà per certo che i giovani andranno all'estero, preparandosi a una separazione dolorosa, motivata, però, dalla convinzione che l'arretratezza del nostro paese potrebbe tradursi in una precarietà di vita a causa di una minore accettazione sociale. «Molti di noi sono preoccupati perché in Italia c'è ancora una forte omofobia che impedisce ai propri figli di essere sereni sul lavoro e in campo affettivo», dichiara Rita De Santis, presidente Agedo che riunisce igenitori degli omosessuali


( continueremo a trattare questo argomento... per chi ne fosse interessato indichiamo da subito il sito dell'A.GE.D.O. - associazione di genitori di omosessuali - http://www.agedo.org/. e chi vuole può sempre contattarci qui in redazione perchè abbiamo un buon collegamento con questa associazione.

AUGURI DI BUONA PASQUA

A tutti i nostri lettori giungano i più affettuosi auguri di Buona Pasqua 2009

lunedì 6 aprile 2009

C'è un tempo del dolore

C'è un tempo del dolore che va saputo rispettare perchè appartiene alla dimensione personale e intima di chi lo vive.
Non tutto è notizia, spettacolo, audience come vorrebbe farci credere una certa Tv, e un certo giornalismo, alla quale ci hanno inesorabilmente abituato negli ultimi anni e che spesso deve inventarsi cose da dire, domande insensate da fare e immagini shock da scovare.
In certi casi, come oggi in Abruzzo, il dolore e la paura, lo sbigottimento e la desolazione assumono dimensione così grandi che il silenzio può essere un modo molto rispettoso e serio per far senitire una solidarietà profonda e non di facciata.
Aiutiamo tutti, noi stessi e i nostri ragazzi a capire che ci sono cose che possono richiedere ribalta e riflettori ma altre, più profonde, come il dolore, che richiedono atti concreti di solidarietà ma anche momenti intimi di riflessione e di religioso silenzio, anche se non fanno notizia.
Antonio Artegiani

domenica 5 aprile 2009

Una proposta riguardo alla scelta dei libri di testo

Volevo fare una proposta riguardo alla scelta dei libri di testo, che scandalosamente dovremmo scegliere per 5 anni anche alle elementari, senza un motivo preciso (i testi sono gratuiti comunque e non fanno risparmiare nè le famiglie, nè il ministero), se non quello forse di umiliare ancora di più il corpo insegnante. Con la "riforma" ci vediamo costretti per anni (e a volte all'infinito) ad usare un testo che altri hanno scelto al posto nostro, senza la possibilità di cambiarlo!

A mio parere si tratta di una norma ottusa, arbitraria e offensiva per tutti gli insegnanti, e proporreidi RIFIUTARCI IN MASSA DI SCEGLIERE IL LIBRO DI TESTO, utilizzando la posta elettronica per coinvolgere il maggior numero di scuole possibile.

Fatemi sapere cosa ne pensate.

Sara

Pillola di saggezza

[ spunti di riflessione ]

...Ecco il mio segreto.
E' molto semplice: non si vede bene che col cuore.
L'essenziale è invisibile agli occhi...
Gli uomini hanno dimenticato questa verità.
Ma tu non la devi dimenticare...



da "Il Piccolo Principe"
Antoine de Saint-Exupéry Rita

venerdì 3 aprile 2009

ADDIO PIZZO: una storia di coraggio e intelligenza civica

[ giovani coraggiosi / 2 ]


Oggi vi presentiamo la storia di FRANCESCO BERTOLINO e dei suoi amici che stanno sfidando Cosa Nostra con il loro
Movimento ADDIO PIZZO
La loro storiadimostra coraggio e intelligenza,
merita di essere conosciuta: è unabella pagina della nostra Italia.
Leggetela direttamente dal loro sito:
http://www.addiopizzo.org/nascita.asp
Ma noi vogliamo rendere omaggio a questi ragazzi che rischiano in prima persona. Vi presentiamo il loro movimento con le loro stesse parole compresi i nomi di chi lo ha fondato e lo compone. Nomi di ragazzi che combattono la Mafia a viso scoperto con audacia e convinzione.
Addiopizzo è un movimento aperto, fluido, dinamico; è formato da tutte le donne e gli uomini, i ragazzi e le ragazze, i commercianti e i consumatori che si riconoscono nella frase "Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità".Addiopizzo è anche un'associazione di volontariato espressamente apartitica e volutamente "monotematica", il cui polo d'attrazione è la lotta alla mafia, e in particolare al racket delle estorsioni.Ecco l'elenco degli "attacchini" che attualmente compongono il Comitato Addiopizzo:Alessandra Perrone Alessandro Zammitti Alessia Rotolo Alfonso (Alessandro) Nobile Andrea Piazza Anna Maria Santoro Antonino Cocita Attilio Bartolotta Bruno Pomara Carlo Tomaselli Cécile Lambert Chiara Caprì Chloé Tucciarelli Cristina Di Pietro Daniele Briguglia Daniele Carra Daniele Marannano Dario Riccobono Edoardo Zaffuto Elena Spadafora Elisabetta Cangelosi Enrico Colajanni Federica Lanzara Francesca Vannini Parenti Francesco Galante Gabriele La Malfa Ribolla Gaetano Civello Gero Cordaro Giovan Battista Cusimano Giuseppe Gnizio Giuseppe Pecoraro Giusy Cafagna Guido Noto La Diega Laura Nocilla Luca Martino Manlio Bugliarelli Marcella Alletti Maria Ciringione Marta Valenza Maurizio Guzzardo Maurizio Mangiola Nino Di Gregorio Nino Lo Bello Raffaele Genova Roberto Perrotta Rossella Chifari Salvo Caradonna Salvo Sofia Silvia Buzzone Silvia Paliaga Silvia Pellegrino Silvio Bologna Ugo Forello Valerio D'Antoni Vera Castagnetta Vincenzo Romano Vittorio Greco

mercoledì 1 aprile 2009

continuum letture personali

Nel mio ruolo educativo di mamma-genitore ho continuato a trovare nelle mie letture personali dei validi spunti di riflessione e vorrei aggiungere, alle mie precedenti segnalazioni fatte su questo blog nei giorni scorsi ,un altro interessantissimo libro che trovo molto stimolante per una educazione positiva che aiuti il genitore ed i figli; mi permetto di consigliarlo:
-John Gray 'Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere ed i bambini dal cielo-il metodo Gray per crescere figli sereni,collaborativi e sicuri di sè' Rizzoli editore
Rita

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