... chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola.
Giovanni Falcone
Visualizzazione post con etichetta genitori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta genitori. Mostra tutti i post

domenica 13 marzo 2011

LA COSTITUZIONE SPIEGATA AI BAMBINI

prendiamo qualche spunto da questo video per spiegare la Costituzione ai bambini, evitando di pensare che sia troppo presto: loro sanno quanto valgano i valori della convivenza molto prima di quanto pensiamo perchè imparano presto da papà e mamma quanto le regole, i diritti, i comportamenti e il rispetto fra le persone siano importanti per sta bene e vivere meglio insieme!
Allora in occasione di questa grande Festa dell'Italia cogliete l'occasione, cari genitori attenti e sensibili, per spiegare loro anche qualche cosa seria, più impegnativa, cominciando dal motivo per cui non vanno a scuola.
Non considerate i vostri bambini solo piccoli e capricciosi... cominciate a considerarli per quello che sono: persone capaci di capire anche le cose apparentemente difficili se sappiamo trovare tempo, pazienza e linguaggio per spiegarglieli.
Buon lavoro.... mettendoci il cuore !

martedì 22 febbraio 2011

La VITA E' VITA, sempre !

Si può pensare che la vita umana è preziosa solo dinanzi ( giustamente ) ad aborto e testamento biologico e poi lasciare morire uomini donne e bambini senza alzare un dito  e permettere un geniocidio simile a quello che oggi viene perpetrato dall'"amico" Gheddafi ?
Quante contraddizioni in questo nostro mondo... e più mi invecchio e meno mi stanno bene ! Difficile da decifrare per i grandi figuriamoci per i più piccoli, gli adolescenti, i bambini... per questo non possiamo perdere ogni occasione per incontraci, discutere. fare rete.
 ( Noi ci proviamo con questo blog, con Scuola per Genitori, vi aspetto ) .

domenica 13 febbraio 2011

riapre Scuola per Genitori

Cari amici di genitorinsieme, sta per cominciare una nuova edizione di  Scuola per Genitori e siamo contenti  di riproporla come opportunità formativa sul piano educativo.
Lo scenario in cui ripartiamo ha dello sconvolgente e del raccapricciante insieme: sul piano educativo sempre più gli adulti perdono occasioni per costruire proposte seria e credibili: tra chi le fa e chi le legittima ci sono troppe azioni scomposte che raccontano di una perdite  di moralità, di senso della misura e di rispetto, per le donne innanzitutto ma anche per gli stessi figli e figlie. Tutti comunque siamo vittime anche inconsapevoli di questa  decadenza culturale e ne usciamo disorientati.
Per i genitori c'è bisogno di ossigeno, di ritrovarsi, di ripartire nella faticosa azione educativa che li impegna quotidianamente nell'indicare la strada giusta e motivarne la sua scelta: questa difficoltà la vogliamo condividere per questo vi invitiamo venerdì 18 febbraio alle 18 presso la Libreria CLU di Ellera ( PG ) alla inaugurazione dei nuovi corsi di Scuola per Genitori

giovedì 1 luglio 2010

Se hai 5 minuti da spendere bene e non da perdere leggi questa lettera: "Per chi ha figli e per chi non li ha".

[Da Daniela riceviamo e volentieri pubblichiamo]

Questa lettura che vi porerà via 5 minuti ma saranno spesi bene, indispensabili per rilfettere, fare i punto:  una mamma italiana ha scritto alla Gelmini dando a tutti una grande lezione utile per chi ha figli e per chi non li ha. Buona lettura

Gentile Ministro Gelmini,


l'altro giorno, leggendo la sua intervista sul Corriere della Sera, in cui dichiarava che l'ASTENSIONE OBBLIGATORIA DOPO IL PARTO è un privilegio, sono rimasta basita.
Che lei fosse poco ferrata sui problemi dell'educazione, non era necessaria la laurea in pedagogia, che io possiedo e lei no, o i tre corsi post laurea, che io possiedo e lei no, visto quello che sta combinando alla scuola statale. Ma almeno speravo avesse competenze giuridiche, essendo lei avvocato ed io no.

Certo, dato che lei, ora paladina della regionalizzazione, si è abilitata in "zona franca" (quel di Reggio Calabria), perché più facile (come da lei con un'ingenuità e candore imbarazzante affermato), lo si poteva supporre. E allora, prima le faccio una piccola lezione di diritto e poi parliamo d'educazione. L'astensione dopo il parto, sulla quale lei oggi con tanta leggerezza motteggia, è definita OBBLIGATORIA ed è un diritto inalienabile previsto da quelle leggi, per cui donne molto più in gamba di lei e di me, hanno combattuto strenuamente, a tutela delle lavoratrici madri.

Discorso diverso è il congedo parentale, di cui si può fruire, dopo i tre mesi di vita del bambino, per un totale di 180g, solo in parte retribuiti integralmente. Ovviamente per persone come lei, con un reddito di oltre 150.000 euro l'anno, pari quasi a quello del governatore della California Arnold Schwarzenegger, discutere di retribuzione, in questo caso più che un privilegio, è un'eresia.

Ovviamente lei non può immaginare, perché può permettersi tate, tatine, nido "aziendale" al ministero, ma LA GENTE NORMALE, che lei dice di comprendere, ha a che fare con file d'attesa interminabili per nidi insufficienti e costi per baby-sitter superiori a quelli della propria retribuzione.

Voglio dirle una cosa però, consapevole che le mie affermazioni susciteranno più clamore delle sue, DA PEDAGOGISTA E DA ESPERTA, affermo che fruire dell'astensione OBBLIGATORIA oltre che un DIRITTO è anche un DOVERE, prima di tutto morale e poi anche sociale.

Come vede ho più volte sottolineato la parola OBBLIGATORIA, che già di per se dovrebbe suggerirle qualcosa. Ma preferisco spiegarmi meglio, anche se è necessaria una piccola premessa doverosa.

Lei come tante donne, crede che l'essere madre, anche se nel suo caso da pochi giorni, le dia la competenza per parlare e pontificare su educazione e sviluppo del bambino, ai quali grandi studiosi hanno dedicato anni e anni di studio. In realtà, per dibattere sulla pedagogia, oggi chiamata più propriamente SCIENZE DELL'EDUCAZIONE, bisogna avere competenze specifiche, che dalle sue dichiarazione lei non sembra possedere.

Le potrei parlare della teoria sull'attaccamento di Bowlby, dell'imprinting e di etologia, ma non voglio confonderle le idee e quindi ricorro ad esempi più accessibili.
Basta guardare il regno animale per rendersi conto come le femmine di tutte le specie non si allontanano dai cuccioli e dedicano loro attenzione massima e cura FINO ALLO SVEZZAMENTO Non è una legge specifica relativa agli umani, ma della natura tutta. Procreare, infatti, implica delle responsabilità precise, è una scelta di vita, CHE SE CAMBIA IL COMPORTAMENTO ANIMALE, A MAGGIOR RAGIONE CAMBIA LA VITA DI UNA DONNA.

Sbaglia chi crede che l'arrivo di un figlio, non comporti cambiamenti nella propria vita. Un bambino non chiede di nascere, fare un figlio non è un capriccio da togliersi, ma una scelta di servizio, di dono di se stessi e anche del proprio tempo. Non sono i figli che devono inserirsi nella nostra vita, siamo noi che dobbiamo cambiarla per renderla a loro misura. Se non facciamo questo, potremmo fare crescere bambini soli, senza autostima e con poca sicurezza di sé. Bambini affamati di attenzioni, perché non gliene è stata data abbastanza nel momento in cui ne avevano massimo bisogno, cioè i primi mesi di vita. L'idea che non capiscono niente, che non percepiscono la differenza ad esempio tra un seno materno e un biberon della tata, è solo nostra. Ciò non vuol certo dire che tutti bambini allattati artificialmente o che tutti bambini con genitori che tornano subito a lavoro, saranno dei disadattati. Ma bisogna fare del nostro meglio per farli crescere bene, come quando in gravidanza assumevamo l'acido folico, per prevenire la "spina bifida".

I bambini hanno nette percezioni, già nel grembo materno. L'idea, che se piangono non si devono prendere in braccio "perché si abituano alle braccia", è un luogo comune.
Le "abitudini" arrivano dopo i 6 mesi, fino ad allora è tutto AMORE. Non è un caso che studi recenti, riabilitano il co-sleeping, (dormire nel lettone) e i migliori pediatri sostengono la scelta dell'allattamento a richiesta. Il volere educare i bambini inquadrandoli come soldati, già dai primi giorni di vita, non solo é antisociale, perché una generazione cresciuta senza il rispetto dei suoi ritmi di crescita può essere inevitabilmente compromessa, ma è un comportamento al di fuori delle più elementari regole umane e naturali.

Poi è anche vero che per molte donne, tornare a lavorare subito dopo il parto sia una necessità assoluta. Ma per questo problema dovrebbe intervenire adeguatamente lo Stato e non certo con affermazioni come le sue.
Mi rendo conto che il suo lavoro le permette di lasciare la bambina, rilasciare interviste di questo tipo (di cui noi non sentivamo la necessità) e tornare con comodo da sua figlia. Ma ci sono lavori che richiedono tempi e una fatica fisica e mentale che lei non conosce. Tempo che sarebbe inevitabilmente tolto ad un neonato che ha bisogno di una mamma "fresca", che gli dedichi la massima attenzione.

Noi donne infatti, se spesso per necessità ci comportiamo come Wonder Woman, poi siamo colpite da sindrome di sovra affaticamento.E non è vero che è importante la qualità e non la quantità:
- perché la qualità del tempo di una mamma da pochi giorni, che rientra nel tritacarne della routine quotidiana, aggiungendo il carico della gestione di un neonato, può essere compromessa.
- perché un bambino non dovrebbe scegliere tra qualità e quantità, almeno nei primi mesi, dovrebbe disporre di entrambe le cose.

Per non parlare poi del fatto, che se un genitore non può permettersi qualcuno che tenga il bambino nella propria casa, nel corso degli spostamenti, lo espone, con un bagaglio immunologico ancora carente, alle intemperie o alle inevitabili possibilità di contagio presenti in un nido. Infatti, è scientificamente provato che i bambini, che vanno al Nido troppo presto, o che non vengono allattati al seno, sono più soggetti ad ammalarsi, con danno economico sia per le famiglie che per il sistema sanitario.

Poi per carità, si può obiettare, che ci sono bambini che si ammalano anche in casa, o come succede anche ai bambini allattati al seno, ma è come dire ad un medico, che giacché si è avuto un nonno fumatore campato 100 anni, non è vero che il fumo fa male.

Bisogna dunque incentivare i comportamenti da genitore virtuoso, anche con la consapevolezza che i bambini non sono funzioni matematiche, ma si può fare molto, per favorire una crescita armoniosa, già dalla prima infanzia, se non addirittura durante la gravidanza.

E allora le domando Ministro, di svolgere il suo ruolo importante istituzionale con maggiore serietà, cercando di evitare affermazioni fuori luogo come questa, o come quella secondo cui "studiare non è poi così importante", prendendo Renzo Bossi come esempio.

Si dovrebbe impegnare di più nell'analisi dei problemi, per evitare valutazioni errate e posizioni dannose per lei, per gli altri e per il Paese.
Perché forse qualcuno potrebbe aver pensato che tutto sommato il suo era un ministero poco importante, che se guidato da un giovane ministro senza competenze specifiche, "non poteva arrecare grossi danni", soprattutto obbedendo ciecamente ai dettami del Tesoro, ma lei con la sua presunzione di voler parlare di cose che non conosce, sta contribuendo a minare il futuro di un'intera generazione.
Un'ultima cosa, lei che di privilegi se ne intende bene, essendo un politico, la usi con maggiore pudore questa parola.

05-05-10 Rosalinda Gianguzzi

venerdì 19 marzo 2010

E' ufficialmente aperta: SCUOLA PER GENITORI


Oggi, in occasione della festa del PAPA', alla presenza della Vice Sindaco del Comune di Corciano -Assessore alle Politiche di Coesione Sociale - Sabrina Caselli si è ufficialmente aperta la nostra SCUOLA PER GENITORI.

La relazione introduttiva è stata tenuta dal Dr. Antonio Artegiani, che funge da Tutor della Scuola.

LE ISCRIZIONI SONO APERTE A TUTTI: basta telefonare al 075/5171801 ( Libreria CLU di Ellera, Sede della Scuola ). Costo dell'iscrizione 20.00 a favore della "Associazione ment&corpo" di Perugia, che ne cura l'organizzazione scientifica.

SCUOLA PER GENITORI è una inziativa destinata a mamme e papà con figli da 0 a 14 anni.
Sette incontri mensili dal 19 marzo al 19 Novembre, ogni 3°venerdì del mese. ( iscrizione 20 euro valevoli per tutto l'anno 2010 ).
Per iscriversi Tel. 075/5171801

sabato 7 novembre 2009

quelli che sorpassano a destra

Ai miei tempi ti insegnavano che una regola assoluta del guidatore era di non sorpassare mai a destra. Non andava mai trasgredita per questo era assoluta.

Da qualche anno ormai, andare in autostrada è una occasione per capire come vanno le cose: le vedi di tutte i colori.. anche i sorpassi a destra. Per motivi validi, macchè ! Per gaudagnare una manciata di secondi di vantaggio, per ribellarsi, per farsi valere, per non darla vinta, per non farsi fregare, per avere l'ultima parola...
Motivi non solo futili ma anche inutili: cento metri più avanti sono costratti a fermarsi dietro alla coda che impediva al sorpassato di andare più forte... non ha importanza ! Quel che conta è non lasciarsi intimorire, non lasciarsi condizionare, non lasciarsi frenare nella propria corsa inarrestabile verso la meta: quale meta ? Sono convinto che nemmeno loro la conoscano perchè oggi si vive molto alla giornata, sull'enfasi del momento, senza tante prospettive si consuma la vita senza troppe domande, senza troppe analisi, senza troppi intenti ragionati e profondi.
... è allora che sorpasso ad ogni costo, rischiando la multa, rischiando, un incidente se l'altro rientra improvvisamete e ne avrebbe tutte le ragioni...

Andare in autostrada e osservare i compritamenti della gente è davvero una metafora della vita di tutti i giorni...
meriterebbe riflessterci, fermarsi un attimo per capire dove stiamo correndo e quanto valga la pena di coorere con il rischio di nonavere il tempo nemmeno di individuare la mea.
Penso che ai figli occorrerebbe dare una occasioen per rifletetre su queste cose: da parte mia ce la metto tutta: ogni anno incontro tanti ragazzi e tanti genitori con i quali faccio degli incontri peroprio sulle tematiche della educazione. Di recente sto affrontando proprio questo: il senso di appartenenza alla comunità, alal collettività passa attraverso il rispetto delle regole e il riconosicmento dell'autorità.
... se da qualche parte ci fosse qualcuno interessato ad incontri con me per il suo gruppo, la sua associazione, la sua parrocchia al fine di seminare qualcosa di positivo per l'educazione dei figli mi chiami pure.... Antonio Artegiani 347/3450601

martedì 29 settembre 2009

Lettera ai genitori sulla "Nuova Influenza"

Nel blog "SopraTuttoSalute" abbiamo pubblicato la "lettera ai genitori, sulla influenza A " scritta dal Dott. Eugenio Serravalle, Specialista in Pediatria Preventiva, per informarli sull'influenza A/H1N1, valutando l'utilità o meno di sottoporre i propri figli alla vaccinazione

È importante essere a conoscenza dei dati oggettivi sulla diffusione e presunta gravità e atipicità dell'influenza per poter scegliere in maniera consapevole e responsabile in un contesto - come quello attuale - fortemente condizionato dai mezzi mediatici. Vi consigliamo di leggerla ( cliaccando sul titolo ) per informarvi
ma vi ricordiamo comunque che ognuno ha un medico e il pediatra del figlio a disposizione per confrontarsi e farsi consigliare al momento della scelta.

vedi anche su : http://www.bambinonaturale.it

lunedì 22 giugno 2009

Non è più questione politica

Ci interessiamo della cosa perchè la sostanza del berlusconismo non è più una questione politica che può essere condivisa o meno è una decadenza morale inaccettabile per noi e per i nostri figli.
Il danno morale sulle nuove generazioni che deriva da un simile modello in cui tutto è comprabile con i soldi o con i favori induce nei ragazzi uno sconvolgimento dei valori sul quale noi tutti genitori e inegnanti siamo chiamati non solo a vigilare ma a lavorare per evitarne le rischiose e molto facili conseguenze diseducative.
Dobbiamo attivarci per salvare il salvabile rilanciando nuovi modelli valoriali che faccinao perno sulla sensibilità, sulla lealtà, sulla coerenza, sulla generosità, sulla solidarietà... e chi più ne ha più ne metta.
A.A.

giovedì 18 giugno 2009

L"utilizzatore finale"

L' "utilizzatore finale ", la tesi sconcertante della
DERESPONSABILIZZAZIONE.

Vicino al paradosso, un po' comico e un po' grottesco, del difensore Ghedini che va oltre ogni più cinica spiegazione pur di salvare il proprio cliente.
E' comunque la giusta metafora di questo degrado morale, civile e sociale nel quale siamo piombati. E di questa cultura e idea di società si nutrono, loro malgrado, ogni giorno, attraverso TV e media, i nostri figli.
Che dire e come spiegare che nonostante lo scivolamento morale di questa classe dirigente i valori possono e devono essere posti a fondamento della proprio storia personale e della comunità in cui ci onoriamo di vivere.
Noi genitori, insegnanti, scuola e società abbiamo un bel da fare per recuperare questo gup.
Auguri e buon lavoro, da subito, non c'è più tempo da perdere. E' sulle nuove generazioni che occorre puntare, una nuova proposta educativa, culturale che sia capace di partire da loro, dalle sensibilità e dalle intuizioni dei giovani, dei ragazzi per rifondare questa nostra collettività e formarla ai valori che la possono rendere diversa e ancora entusiasmante.
Per questo restiamo uniti,e questo blog può essere uno strumento fra tanti, per confrontarci e costruire insieme quello che fino ad ora ci è mancato: un orgoglio di persone, di civiltà, di comunità.
A.A.

martedì 2 giugno 2009

Contrordine, ci vogliono genitori slow

Minori attenzioni e aspettative nei confronti dei bambini riducono lo stress in famiglia.
La nuova pedagogia degli Usa suggerisce di non porre più i figli al centro di tutto.
Nel saggio «Genitori Slow» (Rizzoli) Carl Honoré racconta la propria esperienza di papà stressato e ossessivo.
È finita l’era dei genitori soffocanti, iper-perfezionisti e onnipre­senti che costringono i loro fi­gli ad ascoltare Beethoven pri­ma della nascita, ad andare a scuola di francese a 3 anni e a studiare per l’ingresso ad Har­vard già dall’asilo. A sostenere qusta tesi è Lisa Belkin, firma di punta del New York Times, in un articolo sulla contro-rivo­luzione all’insegna del lais­sez- faire che sarebbe in atto in entrambe le sponde dell’At­lantico.
«L’era dei genitori-alfa ha le ore contate — dichiara la Belkin che per il Times cura anche un blog per madri e pa­dri alle prime armi —, il nuo­vo trend oggi è dettato dai ge­nitori leggeri». Sono loro, i co­siddetti «slow parents», che al grido di «contrordine geni­tori, lasciate in pace i vostri fi­gli », hanno deciso di gettare alle ortiche oltre un decennio di teorie bambino-centriche, invocando un ritorno al passa­to.
Dal libro ne è nato un movimento che promuove tecni­che meno rigide e più sponta­nee per allevare ed educare i figli:
«Basta scorazzarli da una lezione privata all’altra»
«Anteponete i vostri bisogni a quelli dei vo­stri figli. Se li lasciate respira­re, alla fine tutti ne trarranno profitto».
«Se il bambino è il centro dell’universo, teorizza la Belkin, è normale che i ge­nitori sacrifichino tutto per il suo vantaggio emotivo, intel­lettuale e materiale».
Come mai tutto d’un tratto questo modello entrato in crisi? «La crisi economica ha un ruolo importante — replica la scrit­trice —, quando non puoi per­metterti di pagare le lezioni di violino o la babysitter che ac­compagna tuo figlio al parco è più facile ribaltare il senso di colpa, trasformandolo in filo­sofia educativa».
[ tratto da Alessandra Farkas - Corriere della Sera del 02 giugno 2009 ]

domenica 24 maggio 2009

I GENITORI BOCCIANO LA SCUOLA DEI TAGLI

I genitori italiani hanno detto NO ad un tempo scuola breve, sbrigativo, sommario.
La scuola delle 24 / 27 ore della Gelmini non soddisfa nessuno.
Nelle domande di iscrizione in Umbria sono state richieste
le 30 ore settimanali dal 72,8% dei genitori
le 40 ore settimanali dal 25,3%
le 27 ore settimanali dal 1,5%
le 24 ore solamente dal 0,4%.

Molti genitori hanno compilato, fatto protocollare, consegnato alle scuole
un modello integrativo di iscrizione e riconferma dell'attuale offerta formativa, esprimendo la forte volontà di mantenere una scuola di qualità: tempo, compresenze, competenze, corresponsabilità degli insegnanti, uscite didattiche, strumenti per affrontare difficoltà e disagi.
Decine di migliaia di genitori in tante città di tutta Italia hanno richiesto più istruzione.

DI' LA TUA

sabato 18 aprile 2009

Sono rimasta molto colpita


Nella lettura del libro di Thomas Gordon: Genitori efficaci -Educare figli responsabili- edizioni la meridiana partenze, mi hanno fatto molto riflettere alcuni passaggi che volevo condividere in questo blog:
-IL GENITORE COME CONSULENTE (pag 148 e 149)
Oltre a trasmettere i valori ai figli dandone l'esempio,i genitori possono usare un altro approccio per insegnare ciò che ritengono sia giusto o sbagliato.Infatti essi possono condividere con i figli le proprie idee,la propria conoscienza e la propria esperienza così come fa un consulente quando un cliente chiede le sue prestazioni.Ma bisogna fare attenzione a non fraintendere il ruolo del consulente.Un consulente efficace condivide invece di predicare,offre invece di imporre,suggerisce invece di esigere.Di importanza ancor più critica è il fatto che il consulente efficace,condivide,offre e suggerisce di solito non più di una volta.Il consulente efficace offre le proprie idee,ma poi lascia al cliente la responsabilità di accoglierle o rifiutarle.Se un consulente si comportasse come fanno molti genitori,il suo cliente lo informerebbe di non desiderare più le sue prestazioni.I giovani d'oggi congedano i propri genitori- informandoli di non desiderarne più le prestazioni- perché pochi genitori sanno comportarsi con loro come consulenti efficaci.
Questi,infatti,ammaestrano,raggirano,minacciano,ammoniscono,persuadono,implorano,predicano,moraleggiano,umiliano i figli nel tentativo di forzarli a fare ciò che ritengono giusto. Essi inviano insistentemente giorno dopo giorno messaggi educativi o moraleggianti e non concedono al figlio la responsabilità di accoglierli o respingerli,ma si assumono totalmente la responsabilità dell'apprendimento dei figli. L'atteggiamento della maggior parte dei genitori,in qualità di consulenti,è che il loro cliente deve accettare i loro suggerimenti,se il cliente non lo fa,essi sentono di aver fallito.I genitori sono colpevoli di volersi imporre. Non ci si può meravigliare se in molte famiglie i figli si rivolgono ai genitori con espressioni disperate quali:"Lasciami in pace","Non mi scocciare","So cosa vuoi,non c'è bisogno di ripetermelo ogni giorno","Piantala di dare lezioni","Adesso basta","Addio"......
I genitori che vogliono trasmettere le proprie convinzioni e i propri valori devono vigilmente individuare le resistenze ai loro insegnamenti,ed essere sensibili alle eventuali obiezioni dei figli. Se avvertite la presenza di resistenze,non dimenticate di impiegare l'ascolto attivo.Sarà uno strumento indiscutibilmente prezioso quando agirete da consulenti con i vostri figli......certamente potete provare a trasmettere ai figli i vostri valori,ma smettetela di imporli! Enunciate chiaramente i vostri valori,ma smettetela di volerli inculcare! Condivideteli liberamente,ma non predicate. Proponeteli fiduciosamente,ma non imponeteli. E poi congedatevi elegantemente e consentite ai vostri clienti di decidere se accogliere o respingere le vostre idee. E non dimenticate di utilizzare l'ascolto attivo! (nel libro vi è un'ampia spiegazione di ciò che significa e come si può applicare nelle varie situazioni l'ascolto attivo). Se agirete in questo modo, è probabile che i vostri figli torneranno a chiedere le vostre prestazioni.Potrebbero tenervi in considerazione in futuro convinti di poter ricorrere alla vostra utile consulenza.
-ACCETTARE CIÒ CHE NON POSSO CAMBIARE (pag149)
I lettori forse conosceranno già una famosa preghiera di cui io ricordo le seguenti parole:O Signore,concedimi il coraggio di cambiare ciò che posso cambiare;
La serenità di accettare ciò che non posso cambiare,
E la saggezza di riconoscere questa differenza

"La serenità di accettare ciò che non posso cambiare" è esattamente ciò di cui stiamo parlando,perchè ci sono molti comportamenti dei figli che i genitori semplicemente potrebbero non essere in grado di modificare. La sola alternativa consiste nell'accettare questo fatto.

-PREVENIRE I CONFLITTI MODIFICANDO SE STESSI (pag 152 )
...i genitori possono prevenire numerosi conflitti con i figli modificando alcuni dei propri atteggiamenti...Per molti genitori è assai più semplice accettare nuovi metodi per cambiare i figli e per modificare l'ambiente piuttosto che accettare l'idea di modificare se stessi...Tuttavia ogni genitore sa che nelle sue relazioni con il coniuge ,con gli amici,parenti,superiori e dipendenti giungono momenti in cui è lui a dover cambiare per prevenire seri conflitti o per mantenere relazioni sane. A tutti sarà capitato di modificare il proprio atteggiamento verso comportamenti degli altri;di riuscire ad accettare maggiormente i modi di fare degli altri cominciando a cambiare per primi il proprio atteggiamento verso i comportamenti altrui....

-CONCETTO DI SEPARATEZZA (pag 154)
Vi è sempre crescente motivo di sostenere che le relazioni sane sono quelle in cui ogni persona consente all'altra di essere separata . Quanto più si mantiene un atteggiamento separato,tanto meno si sente il bisogno di cambiare l'altro,di essere intolleranti nei confronti della sua unicità e di non accettare la diversità del suo comportamento...Devo sovente ricordare ai genitori questo concetto:"Avete creato una vita,adesso permettete a vostro figlio di viverla. Lasciategli decidere cosa vuole fare della vita che gli avete dato".
Gibran espresse magistralmente questo principio in Il Profeta:
I vostri figli non sono i vostri figli.
Sono i figli e le figlie dell'ardore che la Vita ha per se stessa.
Essi vengono attraverso di voi,ma non da voi,
e benchè vivano con voi,non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri,
Poiche essi hanno i loro propri pensieri...
Potete sforzarvi di somigliare a loro,ma non cercate di farli somigliare a voi.
Poichè la vita non va indietro nè indugia su ieri.

-LA VOSTRA RELAZIONE PRIMARIA E' QUELLA CONIUGALE? (pag155-156)
...Soprattutto le madri si appoggiano pesantemente sui figli per ottenere soddisfazioni e piaceri che sarebbe più opportuno cercare nella relazione coniugale.Spesso questo porta a mettere i figli prima di tutto,a sacrificarsi per i figli o a contare pesantemente sul fatto che i figli riescano bene,a causa del grosso investimento dei genitori nella relazione genitore-figlio. Questi genitori sentono che i figli devono essere costantemente osservati,diretti,guidati,controllati,sorvegliati,giudicati,valutati. Per essi è incredibilmente difficile consentire ai propri figli di sbagliare o tentennare nella vita e ritengono doveroso proteggerli dagli insuccessi e corazzarli contro ogni possibile pericolo.

I genitori efficaci sanno mantenere con i propri figli una relazione più misurata. La loro relazione primaria è quella coniugale.I figli occupano sicuramente nella loro vita un posto significativo,ma quasi secondario,se non secondario,comunque non più importante del posto del coniuge.Questi genitori sembrano concedere ai propri figli molta più libertà e indipendenza...Il loro investimento non è solo sui figli,ma anche nel matrimonio. Il modo in cui i figli si comportano,o quanto realizzano,non è quindi un aspetto eccessivamente critico per loro .Sono presenti quando i figli ne hanno bisogno,ma non sentono l'urgenza di intervenire o di intromettersi nella loro vita se non sono i figli a chiederlo espressamente...I genitori che hanno una relazione coniugale insoddisfacente trovano assai difficile accettare i figli: essi hanno un eccessivo bisogno di ottenere dai figli le gioie e le soddisfazioni che mancano nella relazione coniugale.

Rita


sabato 11 aprile 2009

Genitori di omosessuali: una ricerca ne svela le reazioni

Il 65 per cento dei gay e delle lesbiche riesce a confessare il proprio orientamento sessuale ai genitori. Del restante 35 per cento di genitori lo scopre da una lettera o dal diario «lasciati incustoditi» o da altre persone.
Nel 68 per cento dei casi fratelli e sorelle sono i primi a sapere ed è con loro che i genitori iniziano ad aprirsi. Spesso ci sono dei segni premonitori come forme di isolamento dal gruppo dei coetanei o, molto più rara, la scoperta di amori in corso.

Questi dati emergono da una ricerca europea «Family Matters», la più ampia svolta in Europa, condotta dall'Università del Piemonte Orientale, in collaborazione con diverse associazioni tra cui l'"Agedo", attraverso interviste e domande rivolte a 200 familiari di giovani lesbiche e gay (tra i 14 e i 22 anni).



Quando in una famiglia diventa palese che un figlio o una figlia sono omosessuali le relazioni cambiano e per i genitori, in particolare, si apre una nuova grande prova: cercare di capire, riuscire ad amare comunque!

È comunque un momento di verità, a volte traumatico, ma autentico e necessario per i figli per acquisire forza e fronteggiare il mondo esterno sempre carico di difficoltà e spesso di violenza omofobica.

comunque sia i genitori sono chiamati a «ridefinirsi», a riflettere su ciò che hanno dato per scontato.
I figli devono cercare la forza per pensarsi fuori dalla cornice delle aspettative che fino a quel momento padri e madri hanno nutrito per loro.
Le reazioni sono, solitamente, forti anche se solo in rari casi travolgono il riconoscimento del legame: «È comunque mio figlio, resta mia figlia». La prima reazione nella metà dei casi e "il timore di aver fallito"; il 54 per cento tenta di smentire l' ammissione del figlio affermando:
«Sei troppo giovane per dirlo ». Qualcuno sbotta ( il 17 per cento): «Ti hanno traviato» ( soprattutto riferito alle ragazze ). E c'è chi ( meno di un quinto) si sente sollevato: «Ah! Era questo! dunque né droga né alcol».
Altri però ( un quinto circa ) rifiutano l'idea provando rabbia e vergogna. Un altro 17 per cento cerca di rimediare in qualche modo: «... che almeno che non si sappia in giro».
L'idea che si tratti di una malattia o comunque di un comportamento da poter curare affiora nel 40 per cento dei genitori ( per lo più cattolici praticanti ).
Il confronto soltamente è aspro almeno con uno dei genitori e le parole e le reazioni possono ferire. Eppure la rivelazione dei figli fa bene: i genitori si sentono destinatari e custodi di ciò che i giovani hanno capito di loro stessi. Il colloquio avviato ha un sapore ambiguo fra la costernazione e l'amarezza perché la realtà appare subito in salita, imprevista e si annuncia dura, ma si avverte che se non ne avessero parlato quella difficoltà per i propri figli, da soli, sarebbe stata ancora più dura e in questo il contesto italiano meno "laico" e più "tradizionalista" rende ancora più difficoltosa l'accettazione e il futuro inserimento.

Nonostante le difficoltà, gli animi ben presto si stemperano, ci si sfugge di meno e gli occhi bassi si riducono insieme al «fastidio» per il genitore più intollerante. Alla fine ci si capisce tutti un po' di più. Resta il timore della precarietà affettiva soprattutto per i maschi, dovuto all'ignoranza che ancora alberga abbondantemente nella società. Ma si sa che l'unione fa la forza e la famiglia si stringe attorno alla difficoltà. Poco alla volta si delinea un obiettivo comune: «Dobbiamo ritrovarci, siamo pur sempre una famiglia, anzi una famiglia vera», dice una madre. Anche il lessico dei ricercatori - Chiara Bertone, la responsabile, e Marina Franchi - tradisce qualche ottimismo: «In queste famiglie, che si sono trovate a fronteggiare un evento di rottura di relazioni quotidiane, altrimenti largamente date per scontate e naturalizzate, sembra emergere in modo particolarmente evidente una concezione di relazioni familiari centrata sull’ideale dell’intimità che molti studiosi individuano come elemento cruciale delle recenti trasformazioni delle esperienze familiari».
I genitori, guardando al futuro, sperano che i figli avranno una relazione di coppia ( il 96per cento), meno della metà crede che potranno sposarsi, il 19 per cento scommette che i nipoti nasceranno, e il 38 per cento dà per certo che i giovani andranno all'estero, preparandosi a una separazione dolorosa, motivata, però, dalla convinzione che l'arretratezza del nostro paese potrebbe tradursi in una precarietà di vita a causa di una minore accettazione sociale. «Molti di noi sono preoccupati perché in Italia c'è ancora una forte omofobia che impedisce ai propri figli di essere sereni sul lavoro e in campo affettivo», dichiara Rita De Santis, presidente Agedo che riunisce igenitori degli omosessuali


( continueremo a trattare questo argomento... per chi ne fosse interessato indichiamo da subito il sito dell'A.GE.D.O. - associazione di genitori di omosessuali - http://www.agedo.org/. e chi vuole può sempre contattarci qui in redazione perchè abbiamo un buon collegamento con questa associazione.

lunedì 2 marzo 2009

Siti selezionati per i genitori

http://www.eldy.org/ ► per imparare ad usare il computer un software gratuito scaricabile
http://kidrocket.org/ ►= per controllare l’uso di internet dei bambini un browser gratuito KidRocket che contiene anche giochini e si puo’ usare direttamente da una memoria usb portatile
http://www.iocresco.it/ ► il sito dedicato ai metodi precoci per la cura dell’autismo
http://old.demauroparavia.it/ e http://www.demauroparavia.it/ ► vi troverete i dizionari di italiano e dei sinonimi e contrari De Mauro messi online gratuitamente dalla casa editrice Paravia http://www.cubeecraft.com/ e http://www.ideem.it/ ► due siti da cui scaricare progetti in carta da montare per far giocare i piu’ piccini
http://totspot.com/ e http://www.keepaboo.com/ ► due siti per creare un diario multimediale sulla crescita dei bambini, da condividere con i parenti
http://www.wpclipart.com/ ► un sito con clipart free da scaricare liberamente
http://www.bancadellamemoria.it/ ► il sito per i nonni dove possono registrare e pubblicare le loro storie
http://www.famiglienumerose.org/ ► il sito dell’associazione famiglie numerose,
http://www.agedo.org/ ► Agedo è un’organizzazione di volontariato composta da genitori che hanno figlie e figli omosessuali, bisessuali, transessuali.
http://www.midijunior.it/ ►potete trovare basi musicali in formato midi di canzoni per bambini
http://www.askkids.com/ ►la nuova versione del motore di ricerca Ask per i ragazzi
http://web.tiscali.it/giochieducativi/ ►tanti piccoli giochi educativi scaricabili gratuitamente per i piu’ piccini
http://www.mypage.it/ ► un sito in italiano dove bambini e genitori possono creare pagine web e riempirle di giochi, fiabe ed altri programmi direttamente da internet

lunedì 15 dicembre 2008

genitori 'vuoti'...

Sperimento anch'io nella quotidianità di insegnante, l'esistenza sempre maggiore di genitori 'vuoti', inesistenti quasi per i figli, per i quali non sono più ne' una guida ne' un porto rassicurante.Rimango sempre più interdetta quando questi genitori riprendono il loro ruolo - esasperandolo- e si fanno scudo davanti ai figli, praticamente giustificando i loro comportamenti irrispettosi nei confronti dei coetanei e degli insegnanti. Questo binomio tarpa le ali anche all'insegnante che ha le migliori intenzioni di intervenire positivamente nei processi di crescita dei bambini.
Gigliola

giovedì 25 settembre 2008

Che ne pensi di questa nuova "riforma" della Scuola ?

La Scuola Italiana è in fermento sia per le ricette proposte e messe in atto dall'attuale governo, sia per le reazioni del mondo della scuola. I genitori come stanno vivendo questo momento ? Le contestazioni ai provvedimenti sono bene accette dagli insegnanti e da chiu lavora nella scuola ma i genitori sembrano un po' passivi e invece si sta trattando dei loro figli, il bene più prezioso che hanno da salvaguardare: che ne pensate.... potete lasciare le vostre opinioni qui sotto sui commenti.
la redazione

Pagine

Post più popolari