... chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola.
Giovanni Falcone
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martedì 11 gennaio 2011

Non bastano i soldi per essere felici

Non sono solo i profitti ( 6400 volte lo stipendio di un operaio ) spropositati per un uomo, ma l'esagerata supponenza e la sfrontatezza di pensare che se qualcuno deve rimetterci del proprio non possano che essere gli operai.
Siano tanti o pochi questi diritti negati agli operai penso che sempre troppi... perché una possibilità in meno, tra quelle previste, di fare pipì e fumarsi una sigaretta durante il turno di 8 ore non solo può avere un peso fisicamente eccessivo ma toglie dignità non tanto a chi la subisce quanto allo stesso che la propone, visto che chi decide tali misure è qualcuno che non sa nemmeno cosa voglia dire la rinuncia ad una pausa, considerato, tra l'altro, che dichiara di fumarsi 80 sigarette al giorno. Quindi sa bene cosa voglia dire un briciolo di tempo negato, questo Marchionne. E' questa arroganza che fa male e non lo fa amare, e non è un bel vivere non essere amati, nemmeno se si guadagnano 100 milioni l'anno e si fa finta di essere felici.
Ant Art

mercoledì 20 gennaio 2010

Sciopero generale dei Cobas venerdì 12 Marzo 2010.

Comunicato-stampa

CONTRO IL MASSACRO DELLA SCUOLA

SCIOPERO GENERALE VENERDI' 12 MARZO 2010

Non passa giorno senza che l'attacco alla scuola pubblica e il suo progressivo immiserimento e smantellamento proseguano il loro distruttivo percorso, tracciato da un governo che, accelerando sulla scia di quanto fatto da Berlinguer, Moratti e Fioroni, vuole togliere ogni centralità alla istruzione pubblica, considerata una spesa improduttiva da ridurre brutalmente. Proprio mentre le Commissioni Istruzione e Cultura di Camera e Senato si apprestano a dare il via libera alla micidiale "riforma" delle superiori (con il popolo della scuola pubblica e i COBAS che in questo momento stanno manifestando a Roma sotto le finestre del Parlamento per il ritiro della legge), che cancellerebbe decine di migliaia di posti di lavoro di docenti ed ATA e taglierebbe materie e ore di insegnamento fondamentali, la Commissione Lavoro alla Camera ha introdotto nel Disegno di legge sul lavoro collegato alla Finanziaria uno sciagurato articolo che permetterebbe di considerare l'apprendistato come adempimento dell'obbligo scolastico e incentiverebbe clamorosamente l'uscita dalla scuola a 15 anni, mentre la politica istituzionale dovrebbe piuttosto porsi il serio problema dell'innalzamento dell'obbligo scolastico a 18 anni. Ce ne è abbastanza per chiamare docenti ed ATA ad una lotta decisa e a tutto campo, sollecitando anche la mobilitazione degli studenti e di tutto il popolo della scuola pubblica. Perciò per il 12 marzo i COBAS convocano lo sciopero generale della scuola dell'intera giornata, per il ritiro della "riforma" delle superiori, contro i tagli, la legge Brunetta e la proposta di legge Aprea, perché l'obbligo scolastico venga piuttosto innalzato e non certo abbassato a 15 anni, contro il decreto "ammazza precari", per l'assunzione dei precari su tutti i posti vacanti, per significativi investimenti nella scuola, , per la democrazia sindacale nelle scuole e la restituzione a tutti del diritto di assemblea. Durante la giornata di sciopero si svolgerà a Roma una manifestazione nazionale della scuola: in testa al corteo ci saranno i precari/e, che in questi mesi si sono battuti coraggiosamente in difesa della scuola pubblica, della qualità dell'insegnamento e del loro posto di lavoro.

Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS

domenica 20 dicembre 2009

Un brindisi antiGelmini al Ministero.

Comunicato-stampa

Un brindisi di fine anno contro i distruttori della scuola

I distruttori della scuola pubblica Gelmini-Tremonti (in linea con Berlinguer, Moratti e Fioroni) hanno ricevuto dal Consiglio di Stato un importante stop alla riforma delle superiori che vorrebbero attuare fin dal prossimo anno scolastico. Secondo il Consiglio infatti, i Regolamenti emanati dalla Gelmini per licei, istituti tecnici e professionali vanno ben oltre quanto era contenuto nella delega concessa al governo e Gelmini deve spiegare "su quale base abbia proceduto all'estensione della delega e se le finalità di contenimento della spesa e di razionalizzazione delle risorse
giustifichino l'ampia revisione operata". Se aggiungiamo che mancano ancora i pareri delle Commissioni parlamentari, diventa concreta la possibilità di far saltare l'applicazione della riforma, almeno per il prossimo anno.

In questo braccio di ferro interno alle istituzioni, diventa però decisiva la mobilitazione di docenti, Ata, studenti e genitori in difesa della scuola pubblica e delle superiori. La protesta e la lotta necessarie per rigettare l'intero pacchetto distruttivo di Gelmini-Tremonti (i massicci tagli a posti di lavoro, orari, scuole e materie; l'espulsione dei precari; il progetto di legge Aprea ecc..) devono svilupparsi al massimo nei prossimi mesi, per arrivare alla sonora bocciatura di una controriforma che distruggerebbe le superiori e immiserirebbe ulteriormente l'intera scuola pubblica italiana.

Con questo augurio i COBAS insieme ai precari si ritroveranno lunedi 21 dicembre a Roma davanti al Ministero della Pubblica Istruzione (V.le Trastevere) a partire dalle ore 16.30 per un brindisi di fine anno contro i distruttori della scuola e di augurio per le prossime indispensabili lotte, a cui invitano insegnanti, Ata, precari e "stabili", studenti, genitori, disoccupati, inoccupati, pre-occupati, licenziati. Le scalinate del Ministero saranno coperte da un drappo rosso e da un tappeto dorato, alla cui sommità verrà posto un trono occupato da vari personaggi natalizi, Babbi Natale gonfiabili e naturali, Befane e Befani con doni e letterine di insegnanti e studenti a Gelmini e Tremonti, regali e penitenze, personaggi del presepe, madonne e bambinelli, Giuseppe e i Re Magi: e su tutto volteggerà la Maria Stella Cometa.

Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS


venerdì 30 ottobre 2009

Cobas Scuola Perugia: MEGLIO TARDI CHE MAI!

Sono giorni e giorni che vedo circolare nella mailing list pubblicità di iniziative politiche, campagne elettorali per le primarie etc.etc. che io reputo assolutamente legittime anche se reputo discutibile chi usa questo spazio per scopi non propriamente inerenti alle tematiche in oggetto.
Fin qui niente di male anche perché secondo me è bene che solleviamo l'interesse delle varie forze politiche specialmente in vista delle elezioni, momenti nei quali sono sicuramente più permeabili alle tematiche della 'base'.
Come responsabile lavoro di rifondazione ho sempre mantenuto un profilo basso su questo evitando anche di invitare le/i membr* del forum alle iniziative, numerose, che abbiamo messo in campo anche perchè ritengo che più ampio, articolato e trasversale continuerà ad essere il movimento e più incisive possano essere le sue conquiste.
Da qui, però, a digerire anche le ingiuste accuse dell'amico renato cipolla ("
La Scuola, infatti, è iniziata da un mese e mezzo; i precari, docenti e non docenti, sono in lotta in tutta Italia da oltre due mesi; lotta assolutamente autonoma, poiché tutti i Partiti politici si sono ben guardati dall'appoggiarla, anche perché, chi più, chi meno, sono tutti responsabili dell'agonia in cui da anni versa la Scuola")
il passo è troppo lungo.
Sulle responsabilità posso anche concordare, anche se tutti sanno quanto eravamo contrari a questa impostazione, ma sull'appoggio voglio che sia chiaro che rifondazione non sta in prima linea per esplicita scelta politica, perchè pensa che il movimento debba avere una sua autonomia.
Tanto è vero che numeros* compagn* in incognito e senza bandiera stanno lavorando alacremente dentro al coordinamento senza alcuna opera di proselitismo, ben diversamente da chi si appalesa solo per invitarci a votare o ad andare ad una certa iniziativa politica.
Come avrete notato dalla mail precedente anche io personalmente avevo fatto (due giorni fa) un comunicato per rispondere alla cisl, come hanno ben fatto anche i cobas, e non mi ero nemmeno curato di pubblicizzarlo.
Mi riprometto di continuare a separare scrupolosamente la mia appartenenza partitica dall'eperienza del coordinamento, gradirei d'altro canto, se possibile, che anche gli altri possano farlo nel rispetto di tutti.

Il giorno 30 ottobre 2009 14.17, federico santi <santi.federico@gmail.com> ha scritto:
comunicato pubblicato mercoledì 28 10 2009
E' veramente singolare l'atteggiamento della Cisl in questo frangente difficilissimo e importante per il paese. Da un lato abbiamo un sindacato che avalla tutto quello che gli viene proposto dal governo più impopolare e autoritario della seconda Repubblica: dal vergognoso sciopero virtuale passando per la truffa del decreto "salva-precari" per finire con la sigla dell'accordo separato dei metalmeccanici isolando il sindacato di maggioranza, la Fiom.
Dall'altro lato, viste le caldissime assemblee con i propri inferociti iscritti, parte a spada tratta per una tardiva campagna a difesa della carta igienica di stato, come se il problema della scuola, una volta massacrata dal taglio delle classi, del tempo scuola, delle cattedre e degli indirizzi nel silenzio assordante della Cisl, fosse riconducibile ad una mancanza di materiali e risorse.
In realtà molti sindacati, tutti tranne Cobas, Gilda e Cgil, con l'accettazione del decreto truffa, che serve solo ad accentuare la conflittualità tra precari disperati, hanno dato il loro esplicito assenso alla più grande campagna di licenziamento di massa della storia
repubblicana sulla pelle dell'educazione dei nostri figli.
In Umbria questo licenziamento di massa degli insegnanti comporta la perdita di 810 posti di lavoro. Usiamo il termine licenziamenti non a caso, infatti ci stanno da mesi bombardando con uno stucchevole ritornello secondo il quale la mancata riconferma di personale docente che insegnava con incarichi annuali da 5, 10, 15 a volte anche 20 anni non si possa chiamare licenziamento. Lo chiamino come vogliono lorsignori ma il dato innegabile è costituito dal fatto che migliaia e migliaia di docenti e tecnici-amministrativi non hanno ritrovato quel lavoro che fino ad un anno fa era precario nel luogo ma sicuro!
Ora rivendicano di essere soli piuttosto che male accompagnati non rendendosi conto che sono e saranno soli perché peggior compagnia per i lavoratori non si può immaginare.

Federico Santi
Responsabile Area Lavoro Prc Perugia

Il giorno 29 ottobre 2009 18.54, Renato Cipolla <renato.cipolla@tin.it>

giovedì 29 ottobre 2009

Comunicato Stampa Cobas Scuola Perugia: MEGLIO TARDI CHE MAI!

COMUNICATO STAMPA COBAS SCUOLA PERUGIA

MEGLIO TARDI CHE MAI!

Questo è il commento che ci è venuto spontaneo, leggendo le affermazioni fatte dal Segretario regionale della Cisl Umbria, Ulderico Sbarra, nonché dalla Segretaria regionale della Cisl Scuola, Ivana Barbacci, durante la presentazione della manifestazione, indetta dalla loro organizzazione per il 31 Ottobre, a Roma.

I due Segretari hanno delineato in maniera ineccepibile lo stato non solo disastroso, ma anche irrazionale in cui versa la Scuola Pubblica in Umbria: ad un aumento di 2426 alunni, ha corrisposto una diminuzione di classi (-68), di docenti (-483) e del personale Ata (-240).

Quindi, non siamo alla frutta, bensì alla follia!

Essendo questa la situazione, viene da chiedersi dove fosse la Cisl fino a questo momento e se, per caso, il duo Tremonti-Gelmini avesse colpito l'Organizzazione Sindacale con un sortilegio alla Harry Potter, trasformandola nella Bella Addormentata nel bosco.

La Scuola, infatti, è iniziata da un mese e mezzo; i precari, docenti e non docenti, sono in lotta in tutta Italia da oltre due mesi; lotta assolutamente autonoma, poiché tutti i Partiti politici si sono ben guardati dall'appoggiarla, anche perché, chi più, chi meno, sono tutti responsabili dell'agonia in cui da anni versa la Scuola.

Soprattutto, non c'era bisogno della palla di vetro, per comprendere, sin dall'anno scorso, quali risultati avrebbe prodotto quest'anno la premiata macelleria Tremonti-Gelmini: bastava leggere i provvedimenti da loro varati già nell'Estate e nell'Autunno del 2008; non a caso, i Cobas chiamarono subito alla mobilitazione docenti, personale Ata, studenti e genitori.

Comunque, superata la sorpresa provata nel veder che le tesi, per cui i Cobas erano considerati allarmisti, se non pazzi, stanno diventando senso comune, valutiamo come positivo il risveglio della Cisl, soprattutto alla luce di quel bene supremo che è il diritto all'istruzione delle giovani generazioni, che va difeso con tutti coloro che sono disposti a lottare.

Nello stesso tempo, memori del detto dell'On. Andreotti: "A pensar male si fa peccato, ma talvolta s'indovina", non vorremmo che queste prese di posizione della Cisl fossero un fuoco di paglia, finalizzato al "lancio" ed alla buona riuscita della manifestazione di Roma.

E vi è un modo molto semplice, per dimostrare la buonafede: chiedere aumenti, che tengano conto della perdita reale del potere d' acquisto subita, negli ultimi 20 anni, dal personale della Scuola, e di cui diamo il quadro reale ed istruttivo per tutti.

Infatti, lo stipendio annuo lordo, percepito nel Maggio 1990 da tutti coloro che avevano 20 anni di anzianità, rivalutato al Giugno 2009 secondo l'indice Istat, confrontato con quanto si percepisce grazie al contratto-capestro del 23 Gennaio 2009, dà questi risultati:

- collaboratore scolastico: - 4184 euro;

- assistente amministrativo-tecnico: - 4775 euro;

- docente materne-elementari: - 3385 euro;

- docente medie: - 4497;

- docente superiori: -5653.

Questi dati sono a prova di smentita: attendiamo l' impegno della Cisl.

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