... chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola.
Giovanni Falcone

sabato 18 aprile 2009

Sono rimasta molto colpita


Nella lettura del libro di Thomas Gordon: Genitori efficaci -Educare figli responsabili- edizioni la meridiana partenze, mi hanno fatto molto riflettere alcuni passaggi che volevo condividere in questo blog:
-IL GENITORE COME CONSULENTE (pag 148 e 149)
Oltre a trasmettere i valori ai figli dandone l'esempio,i genitori possono usare un altro approccio per insegnare ciò che ritengono sia giusto o sbagliato.Infatti essi possono condividere con i figli le proprie idee,la propria conoscienza e la propria esperienza così come fa un consulente quando un cliente chiede le sue prestazioni.Ma bisogna fare attenzione a non fraintendere il ruolo del consulente.Un consulente efficace condivide invece di predicare,offre invece di imporre,suggerisce invece di esigere.Di importanza ancor più critica è il fatto che il consulente efficace,condivide,offre e suggerisce di solito non più di una volta.Il consulente efficace offre le proprie idee,ma poi lascia al cliente la responsabilità di accoglierle o rifiutarle.Se un consulente si comportasse come fanno molti genitori,il suo cliente lo informerebbe di non desiderare più le sue prestazioni.I giovani d'oggi congedano i propri genitori- informandoli di non desiderarne più le prestazioni- perché pochi genitori sanno comportarsi con loro come consulenti efficaci.
Questi,infatti,ammaestrano,raggirano,minacciano,ammoniscono,persuadono,implorano,predicano,moraleggiano,umiliano i figli nel tentativo di forzarli a fare ciò che ritengono giusto. Essi inviano insistentemente giorno dopo giorno messaggi educativi o moraleggianti e non concedono al figlio la responsabilità di accoglierli o respingerli,ma si assumono totalmente la responsabilità dell'apprendimento dei figli. L'atteggiamento della maggior parte dei genitori,in qualità di consulenti,è che il loro cliente deve accettare i loro suggerimenti,se il cliente non lo fa,essi sentono di aver fallito.I genitori sono colpevoli di volersi imporre. Non ci si può meravigliare se in molte famiglie i figli si rivolgono ai genitori con espressioni disperate quali:"Lasciami in pace","Non mi scocciare","So cosa vuoi,non c'è bisogno di ripetermelo ogni giorno","Piantala di dare lezioni","Adesso basta","Addio"......
I genitori che vogliono trasmettere le proprie convinzioni e i propri valori devono vigilmente individuare le resistenze ai loro insegnamenti,ed essere sensibili alle eventuali obiezioni dei figli. Se avvertite la presenza di resistenze,non dimenticate di impiegare l'ascolto attivo.Sarà uno strumento indiscutibilmente prezioso quando agirete da consulenti con i vostri figli......certamente potete provare a trasmettere ai figli i vostri valori,ma smettetela di imporli! Enunciate chiaramente i vostri valori,ma smettetela di volerli inculcare! Condivideteli liberamente,ma non predicate. Proponeteli fiduciosamente,ma non imponeteli. E poi congedatevi elegantemente e consentite ai vostri clienti di decidere se accogliere o respingere le vostre idee. E non dimenticate di utilizzare l'ascolto attivo! (nel libro vi è un'ampia spiegazione di ciò che significa e come si può applicare nelle varie situazioni l'ascolto attivo). Se agirete in questo modo, è probabile che i vostri figli torneranno a chiedere le vostre prestazioni.Potrebbero tenervi in considerazione in futuro convinti di poter ricorrere alla vostra utile consulenza.
-ACCETTARE CIÒ CHE NON POSSO CAMBIARE (pag149)
I lettori forse conosceranno già una famosa preghiera di cui io ricordo le seguenti parole:O Signore,concedimi il coraggio di cambiare ciò che posso cambiare;
La serenità di accettare ciò che non posso cambiare,
E la saggezza di riconoscere questa differenza

"La serenità di accettare ciò che non posso cambiare" è esattamente ciò di cui stiamo parlando,perchè ci sono molti comportamenti dei figli che i genitori semplicemente potrebbero non essere in grado di modificare. La sola alternativa consiste nell'accettare questo fatto.

-PREVENIRE I CONFLITTI MODIFICANDO SE STESSI (pag 152 )
...i genitori possono prevenire numerosi conflitti con i figli modificando alcuni dei propri atteggiamenti...Per molti genitori è assai più semplice accettare nuovi metodi per cambiare i figli e per modificare l'ambiente piuttosto che accettare l'idea di modificare se stessi...Tuttavia ogni genitore sa che nelle sue relazioni con il coniuge ,con gli amici,parenti,superiori e dipendenti giungono momenti in cui è lui a dover cambiare per prevenire seri conflitti o per mantenere relazioni sane. A tutti sarà capitato di modificare il proprio atteggiamento verso comportamenti degli altri;di riuscire ad accettare maggiormente i modi di fare degli altri cominciando a cambiare per primi il proprio atteggiamento verso i comportamenti altrui....

-CONCETTO DI SEPARATEZZA (pag 154)
Vi è sempre crescente motivo di sostenere che le relazioni sane sono quelle in cui ogni persona consente all'altra di essere separata . Quanto più si mantiene un atteggiamento separato,tanto meno si sente il bisogno di cambiare l'altro,di essere intolleranti nei confronti della sua unicità e di non accettare la diversità del suo comportamento...Devo sovente ricordare ai genitori questo concetto:"Avete creato una vita,adesso permettete a vostro figlio di viverla. Lasciategli decidere cosa vuole fare della vita che gli avete dato".
Gibran espresse magistralmente questo principio in Il Profeta:
I vostri figli non sono i vostri figli.
Sono i figli e le figlie dell'ardore che la Vita ha per se stessa.
Essi vengono attraverso di voi,ma non da voi,
e benchè vivano con voi,non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri,
Poiche essi hanno i loro propri pensieri...
Potete sforzarvi di somigliare a loro,ma non cercate di farli somigliare a voi.
Poichè la vita non va indietro nè indugia su ieri.

-LA VOSTRA RELAZIONE PRIMARIA E' QUELLA CONIUGALE? (pag155-156)
...Soprattutto le madri si appoggiano pesantemente sui figli per ottenere soddisfazioni e piaceri che sarebbe più opportuno cercare nella relazione coniugale.Spesso questo porta a mettere i figli prima di tutto,a sacrificarsi per i figli o a contare pesantemente sul fatto che i figli riescano bene,a causa del grosso investimento dei genitori nella relazione genitore-figlio. Questi genitori sentono che i figli devono essere costantemente osservati,diretti,guidati,controllati,sorvegliati,giudicati,valutati. Per essi è incredibilmente difficile consentire ai propri figli di sbagliare o tentennare nella vita e ritengono doveroso proteggerli dagli insuccessi e corazzarli contro ogni possibile pericolo.

I genitori efficaci sanno mantenere con i propri figli una relazione più misurata. La loro relazione primaria è quella coniugale.I figli occupano sicuramente nella loro vita un posto significativo,ma quasi secondario,se non secondario,comunque non più importante del posto del coniuge.Questi genitori sembrano concedere ai propri figli molta più libertà e indipendenza...Il loro investimento non è solo sui figli,ma anche nel matrimonio. Il modo in cui i figli si comportano,o quanto realizzano,non è quindi un aspetto eccessivamente critico per loro .Sono presenti quando i figli ne hanno bisogno,ma non sentono l'urgenza di intervenire o di intromettersi nella loro vita se non sono i figli a chiederlo espressamente...I genitori che hanno una relazione coniugale insoddisfacente trovano assai difficile accettare i figli: essi hanno un eccessivo bisogno di ottenere dai figli le gioie e le soddisfazioni che mancano nella relazione coniugale.

Rita


giovedì 16 aprile 2009

Importante puntata di Report sui tagli alla scuola.


Vi informo che domenica 19 aprile alle ore 21 su Rai 3 andrà in onda la puntata di Report
che parlerà dei tagli alla scuola e del fantomatico "merito".
Renato Cipolla
CLICCA SUL TITOLO PER RIVEDERE LA PUNTATA

Educarli al senso critico può salvarli, non le censure

Penso che delle cose dette o fatte dalle persone si possa discutere all'infinito nel rispetto reciproco e non imporre agli altri di tacere perché non si gradiscono le loro opinioni.

Penso che tutti siamo chiamati ad educare i giovani al rispetto reciproco e a far spazio a chi la pensa in altro modo riconoscendogli il diritto di essere, pensare ed esprimersi come vuole.

Penso che sia un valore trasmettere ai figli/alunni l'amore alla libertà intesa come libera espressione dell'animo umano indipendentemente da quello che prova, sente, pensa...

Ci vuole anche di saper far maturare in ognuno un buon senso critico che ci permetta di valutare, commentare e criticare ciò che ascoltiamo e vediamo: questo vale per Vauro, il vignettista scomodo allontanato dalla TV perché non gradito al potere, ma anche per il GRANDE FRATELLO, che va per la maggiore fra i giovani ma veicola spesso dei disvalori altrettanto negativi: il senso critico può salvarci non la censura.

I ragazzi devono essere educati a non assumere in senso acritico tutto quello che viene proposto dalla TV ma anzi ad acuire il proprio senso critico che è l'unica strada percorribile per sentirsi liberi di scegliere.
Dopo aver ascoltato potranno assentire o dissentire: quello che importa è che maturino una propria idea sull'argomento e ad essa facciano seguire le conclusioni più coerenti.

E' tempo allora di tornare a commentare con i ragazzi le "notizie" del giorno per abituarli a destreggiarsi fra le opinioni delle persone traendone le debite conclusioni, di aprire il discorso in casa o nelle classi su ciò che i ragazzi vedono e ascoltano in TV o negli avvenimenti sotto casa e da qui ripartire per far maturare in loro una capacità critica che li renda davvero liberi.
E' importante discutere e non vietare per farli maturare... e forse questo potrebbe essere utile anche a qualche adulto rimasto terribilmente indietro.

Antonio Artegiani

CONTRO ogni CENSURA

RITENIAMO CHE OGNI CENSURA SIA UN ATTEGGIAMENTO GRAVE E INACCETTABILE.
Per non far passare inosservato ogni atto che priva il nostro paese della libertà di espressione, da qualsiasi parte venga, vogliamo contribuire anche noi alla protesta che oggi si leva contro una decisione che azzittisce una voce, quella di Vauro, che può apparire anche fuori dal coro ma non per questo può essere cancellata dalla programmazione di una televisione libera e pluralista..
Per riaffermare questo nostro diritto alla libertà di espressione decidiamo di pubblicare un corsivo di Marco Travaglio per conoscere di più, riflettere e approfondire e, magari, criticare.

Nella Spagna di Francisco Franco e nella Serbia di Slobo Milosevic, l’opposizione si riuniva nei teatri agli spettacoli di satira. Che veniva tollerata da quei regimi, come estrema valvola di sfogo. Nel regimetto ottuso del ducetto italiota, celebre nel mondo (ma non in Italia) per aver fatto fuori in 15 anni i migliori giornalisti, da Montanelli a Biagi, da Santoro a Beha a Massimo Fini, non si tollera nemmeno la satira. Quella contro Vauro è soltanto l’ultima di una lunghissima serie di censure ed epurazioni di autori e attori satirici in tv (sui giornali, l’unico precedente è la ridicola querela di D’Alema a Forattini, poi fortunatamente ritirata). Serie che nella Seconda Repubblica (nella Prima gidano ancora vendetta i caso di Dario Fo en Franca Rame, nonché di Beppe Grillo) è stata inaugurata nel 2002 dall’editto bulgaro che colpiva anche Daniela Luttazzi, additato al mondo (ma soprattutto a Saccà) come “criminoso” e mai più visto dalle parti della Rai (tornò due anni fa a La7, giusto il tempo per essere riepurato alla vigilia di una puntata sul Papa e la Chiesa, con la scusa di una battuta su Giuliano Ferrara). Nel 2003, in rapida successione, toccò a Sabina Guzzanti, che si vide chiudere il programma «Raiot» dopo una sola puntata (record di ascolti per Rai3) grazie al trio Annunziata-Cattaneo-Ruffini; e a Paolo Rossi, invitato e poi disinvitato da “Domenica In” per aver osato proporre la lettura di un discorso di Pericle, noto sovversivo, sulla democrazia ateniese. Nel 2004, sempre regnante Al Tappone, l’apposito Del Noce provvide ad annullare una comparsata di Paolo Hendel nel varietà del sabato sera perché il comico toscano minacciava addirittura una battuta su Vespa e una su Bondi. Fu allora che il popolare Noisette, scavalcando Milosevic, annunciò all’inclita e al colto che «la satira politica è estranea al piano editoriale di Rai1» perché “da noi non si parla male di nessuno». Memorabile, nel 2005, la telefonata di Gasparri a “Che tempo che fa” per protestare con Simona Ventura che s’era azzardata a mandare in onda un servizietto satirico sul suo conto. L’altra sera il sincero democratico Maroni ha concesso il bis con Maurizio Crozza, già bersagliato ai tempi di La7 per aver imitato nientemeno che il Papa. Altri anatemi, negli anni, hanno fulminato Dario Fo e Franca Rame (il loro “Anomalo bicefalo”, denunciato da Dell’Utri che poi ha perso la causa, andò in onda la prima sera su Sky senza l’audio), Corrado Guzzanti (per il suo irresistibile Bossi-Hannibal Lecter) e altri celebri tupamaros come Antonio Cornacchione (“povero Silvio”), Rosalia Porcaro (l’operaia Veronica), Paola Minaccioni (che si era permessa di parodiare mamma Rosa vergine e martire), Francesco Paolantoni e i conduttori di talk satirici come Fabio Fazio e Serena Dandini.Punito con continue sanzioni disciplinari anche il responsabile della satira di Rai3, Andrea Salerno, colpevole di collaborare con simili figuri e di chiamare censure la censure. Ognuna delle quali veniva accompagnata da una giustificazione, ancor più ottusa della censura che intendeva coprire: satira senza contraddittorio, satira blasfema, satira che fa informazione, satira inopportuna, satira eversiva, satira senza par condicio, satira poco riformista, satira volgare, satira nemica del dialogo, satira a senso unico, satira che cerca il martirio. Roba da far rivoltare, anzi scompisciare nella tomba Aristofane e Rabelais. Vauro, satiricamente in vacanza a San Pietroburgo (che lui chiama ancora Leningrado), si starà sbellicando a sua volta. «L’invidia del cretino per l’uomo brillante – diceva Max Beerbohm - trova sempre qualche consolazione nell’idea che l’uomo brillante farà una brutta fine». E da noi la madre dei cretini è sempre gravida. Un po’come il cavallo di Viale Mazzini.
Marco Travaglio

mercoledì 15 aprile 2009

L'infanzia finisce a undici anni

Da Gabriella riceviamo e volentieri pubblichiamo
Genitori che lanciano drammatici "may day" e autorevoli tate che in una settimana ristabiliscono l'ordine: nasce così il successo di Sos Tata. Piccole pesti, istruzioni per l'uso: ne parliamo con tata Renata, una delle protagoniste del reality..................................................................................................
«Io alla tua età avevo già due anni più di te»: sono tanti i neopapà e le neomamme che, convinti di esser più temprati dei propri figli, vivono in realtà il timore di scoprirsi inadeguati e fin troppo simili ai genitori sull'orlo di una crisi di nervi, con i figli che si buttano a terra piangendo e scalciando, miracolosamente salvati dagli angeli soccorritori di Sos Tata. Del terzetto, la più nota è Lucia Rizzi, ora autrice di Fate i bravi! Dalla tata più famosa d'Italia, regole e consigli per diventare genitori sereni di figli felici.

Ma anche tata Renata (Renata Scola, 34 anni) e tata Francesca (Francesca Valla, 35) hanno deciso di dare alle stampe il frutto delle loro esperienze professionali, scrivendo a quattro mani SOS Tata. Tutti i consigli, le regole e le ricette delle tate per crescere ed educare bambini consapevoli e felici, uscito per le Edizioni Kowalsky il settembre scorso. «Inizialmente - spiega Renata Scola - si era pensato, su sollecitazione della casa editrice, di trasferire su carta il resoconto di quello che avevamo vissuto con le famiglie di volta in volta incontrate. Poi ci è sembrato riduttivo, quindi abbiamo optato per una sorta di manuale, utile ai genitori, scritto a quattro mani».

Tra le tate, c'è chi insiste con rigore sulla disciplina e chi sottolinea maggiormente gli aspetti affettivi della relazione di coppia e dei bambini con mamma e papà: «Non c'è dubbio che - pur avendo di mira lo stesso obiettivo, cioè il benessere dei bambini e delle loro famiglie - ciascuna di noi ha corde diverse e propone un metodo educativo proprio - continua tata Renata - Io per esempio non sono favorevole al principio di autorità, quanto a quello dell'autorevolezza. No, quindi, a imposizioni dall'alto: meglio regole condivise e negoziate insieme».

Spesso i bambini manifestano una certa aggressività, incoraggiata anche dal tipo di giochi (soprattutto per i maschietti) che vanno per la maggiore tra i coetanei: «Si tratta per lo più di eccessi di energie - secondo tata Renata - che si trasformano in frustrazioni perché non usate né correttamente incanalate. Va detto che in determinate età è fisiologico (per esempio nel caso del morso nei bambini di due anni, che ancora non parlano) e dipende anche da una conoscenza del corpo non matura. In generale, il gioco va personalizzato a seconda dell'età e del tipo di bambino».

Proteggerli o lasciare che siano esposti a traumi collettivi come guerre e terremoti? «Metterli sotto la campana di vetro non sarebbe giusto. Certo, l'impatto di certe notizie ha un effetto differente a seconda dell'età: per un bambino di tre anni sapere che altri bambini sono morti sotto le macerie è traumatico. Tuttavia la morte è una triste realtà che non si può edulcorare: bisogna star loro accanto e aiutarli ad accettare e capire».

E' vero che oggi si smette precocemente di essere bambini? «Sì, ormai già a undici anni abbiamo a che fare con dei preadolescenti che magari già fumano, mentre i genitori, all'ignaro di tutto e desiderosi di vedere i propri figli per sempre bambini - almeno fino a che lo sviluppo fisico non li mette di fronte all'evidenza -, vanno avanti ad accompagnarli a scuola fino a quando hanno sedici anni. Per i genitori è faticoso imporre delle norme, perché le crisi adolescenziali cominciano prestissimo ma durano anche più a lungo, dagli 11 ai 18 anni magari. La cosa importante da fare è attrezzarli per affrontare l'adultità e le loro nuove competenze, invece di coccolarli a oltranza».
Lorenza Provenzano
[ tratto da Libero.it ]

martedì 14 aprile 2009

ADHD = disturbo ipercinetico del comportamento

Sono una mamma di 44 anni vivo a Perugia e ho un figlio di 16 anni affetto da "ADHD" (disturbo ipercinetico del comportamento), oltre alla grande difficoltà di seguire mio figlio nella vita privata sto incontrando mille difficoltà anche nell' ambito scolastico ( non tutti i suoi professori accettano la sua patologia). c è qualcuno che può darmi dei consigli?

lunedì 13 aprile 2009

la paura del buio nei bambini testimoni di tragedie

Quali sono i primi sintomi che presentano i bambini dopo un evento traumatico come un terremoto con distruzione della propria abitazione ?

Leggiamo dal Prof. Eyad El Sarray, psichiatra, studioso di fama internazionale e direttore del Gaza Community Mental Health Programme (GCMHP).:
«Uno studio che abbiamo condotto nei mesi scorsi ha mostrato che l'esposizione a traumi porta i bambini a soffrire di sintomi quali la paura del buio, dato che la notte è spesso scenario di eventi spaventosi.
Soffrono inoltre di regressione che simanifesta facendo pipì a letto, e della preoccupazione verso eventi violenti che si riflette nel peggioramento dei risultati scolastici.
In aggiunta soffrono degli effetti della violenza e della fatica. I bambini di Gaza non possono permettersi il lusso dell'infanzia, mentre devono assumersi le preoccupazioni dell'età adulta. La conquista della normalità è un’opera difficile, che intreccia piani diversi, da quello sociale a quello economico, all’aspetto psicologico».

Come poterli aiutare ?

Risponde sempre il Prof. El Sarray:
«È necessario dare ai bambini un ambiente protettivo e, cosa non meno importante, dare una possibilità ai padri di riacquistare il loro status di protezione, il che significa posti di lavoro e la possibilità di vivere in case confortevoli e sicure.
Ciò vale per tutte le situazioni di calamità. Dalla psicologia sappiamo che i bambini assorbono come spugne l’ambiente in cui vivono.
Subiscono l’influenza dei genitori, degli insegnanti, dello standard di vita. Se nascono e crescono in un luogo intellettualmente stimolante, la loro mente sarà vivace.
E questo vale per la musica, la creatività, l’apprendimento delle lingue, ecc. Innanzitutto bisogna
dare alla gente un’alternativa, qualcosa che trasmetta speranza, prosperità. E la sensazione che la vita vale la pena di essere vissuta. A Gaza, come nel vostro martoriato Abruzzo».
[tratto da l'Unità del 10 aprile ]

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