... chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola.
Giovanni Falcone
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giovedì 4 novembre 2010

Voglio vedere Renzi E GLI ALTRI su YOUDEM domenica perchè PD e YOUDEM sono anche nostri.

Renzi è il simbolo di una opinione importante della base PD. Dice cose che sentiamo da tempo ma pochi hanno il coraggio di esprimere.


"ROTTAMATORI" però è una sintesi giornalistica ingenerosa per questi ragazzi che vogliono costruire qualcosa di nuovo e non distruggere: anche l'UNITA' sappia dosare le parole e guardare dentro a questa realtà che si muove, fortunatamente nel PD, fra tanta inconsistenza di proposte e di identità !
Miope il tentativo di Bersani di togliere platea ai giovani convocando in contemporanea i circoli a ROMA, MIOPIA CHE CONFERMA LA NECESSITA' DI CAMBIARE.
Voglio vedere Renzi E GLI ALTRI su YOUDEM domenica perchè PD e YOUDEM sono anche nostri.
l'11 ottobre abbiamo pubblicato su questo blog l'informativa sull'iniziativa di Firenze, vi rimando a quella per saperne di più e vi invito a seguire questo week end quello che succederà a Firenze  conb Renzi, Civati, Zingaretti e tante belle facce di questo nuovo PD, più la base li sosterrà più il tentativo di banalizzarli come un fenomeno da vetrina e da arrampicatori sarà vano.

sabato 7 novembre 2009

quelli che sorpassano a destra

Ai miei tempi ti insegnavano che una regola assoluta del guidatore era di non sorpassare mai a destra. Non andava mai trasgredita per questo era assoluta.

Da qualche anno ormai, andare in autostrada è una occasione per capire come vanno le cose: le vedi di tutte i colori.. anche i sorpassi a destra. Per motivi validi, macchè ! Per gaudagnare una manciata di secondi di vantaggio, per ribellarsi, per farsi valere, per non darla vinta, per non farsi fregare, per avere l'ultima parola...
Motivi non solo futili ma anche inutili: cento metri più avanti sono costratti a fermarsi dietro alla coda che impediva al sorpassato di andare più forte... non ha importanza ! Quel che conta è non lasciarsi intimorire, non lasciarsi condizionare, non lasciarsi frenare nella propria corsa inarrestabile verso la meta: quale meta ? Sono convinto che nemmeno loro la conoscano perchè oggi si vive molto alla giornata, sull'enfasi del momento, senza tante prospettive si consuma la vita senza troppe domande, senza troppe analisi, senza troppi intenti ragionati e profondi.
... è allora che sorpasso ad ogni costo, rischiando la multa, rischiando, un incidente se l'altro rientra improvvisamete e ne avrebbe tutte le ragioni...

Andare in autostrada e osservare i compritamenti della gente è davvero una metafora della vita di tutti i giorni...
meriterebbe riflessterci, fermarsi un attimo per capire dove stiamo correndo e quanto valga la pena di coorere con il rischio di nonavere il tempo nemmeno di individuare la mea.
Penso che ai figli occorrerebbe dare una occasioen per rifletetre su queste cose: da parte mia ce la metto tutta: ogni anno incontro tanti ragazzi e tanti genitori con i quali faccio degli incontri peroprio sulle tematiche della educazione. Di recente sto affrontando proprio questo: il senso di appartenenza alla comunità, alal collettività passa attraverso il rispetto delle regole e il riconosicmento dell'autorità.
... se da qualche parte ci fosse qualcuno interessato ad incontri con me per il suo gruppo, la sua associazione, la sua parrocchia al fine di seminare qualcosa di positivo per l'educazione dei figli mi chiami pure.... Antonio Artegiani 347/3450601

martedì 29 settembre 2009

baby prostituzione: una emergenza da affrontare

Baby prostituzione: le Istituzioni devono fare di più per combattere questa emergenza educativa dilagante: appuntamenti nei bagni delle scuole per prestazioni sessuali in cambio di ricariche telefoniche, compiti svolti oppure denaro. E' quanto è emerso da un'indagine svolta in alcuni istituti milanesi.
Queste rivelazioni choc devono riportare l'attenzione di tutte le Istituzioni e della scuola in primis sull'emergenza educativa che colpisce i nostri ragazzi.
"Quello che è emerso dalle indagini mostra purtroppo una realtà disagiata nella quale i nostri ragazzi sono travolti" ha affermato Bruno Iadaresta, responsabile Scuola del Moige, "Bombardati da messaggi provocatori e diseducativi provenienti dai media e dalle pubblicità, sono anche proiettati in una realtà virtuale senza però prima essere stati educati, come quella degli sms e dei social network, arrivando a perdere il rispetto di sé stessi e degli altri in virtù di una ricarica telefonica e di qualche soldo in più. E' chiaro che siamo di fronte a una vera e propria emergenza educativa che mostra sempre più quanto sia inquietante e quanto le sue radici affondino negli esempi sbagliati che vengono loro dati dalla nostra società e dai media. Chiediamo a tutte le Istituzioni e in particolare alla Scuola di prendere posizione in merito, di garantire maggiore rigore e sicurezza all'interno degli Istituti scolastici e soprattutto di attivarsi affinché vengano organizzati momenti di approfondimento e di educazione all'affettività, coinvolgendo anche i genitori."

[fonte MOIGE ]

giovedì 20 agosto 2009

bravi ragazzi

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo video fatto in casa, ma bello proprio per questo !

sabato 2 maggio 2009

Vasco grande artista...ma poteva usare altre parole

Ieri Vasco ha contato magistralmente al Concerto del 1° maggio, ma forse se avesse solo cantato ci avrebbe risparmiato alcune parole dette dal palcoscenico ai giovani presenti.

«Non date troppo ascolto a quello che sentite in televisione. Soprattutto nei telegiornali. Pensate di più al vostro mondo, quello fatto di piccole cose, i vostri amici, le vostre compagnie, i vostri ritrovi, i vostri bar, i vostri amori. Quelle sono le cose che contano».

Al di là delle sue intenzioni queste parole hanno un che di diseducativo di forte impatto. Non è vero che chiudersi in sè, nel proprio mondo piccolo e limitato aiuta i ragazzi a contare di più, a costruire un mondo migliore... occorre spronare i giovani a saper scegliere e costruire così il proprio futuro attraverso la partecipazione e anche la capacità di ascoltare coloro che con un senso del bene comune raccontano il mondo. Forse non sono molti... occorre saperli riconoscere e per questo spronare i ragazzi alla PARTECIPAZIONE e non alla chiusura nel proprio piccolo mondo quotidiano può essere il giusto messaggio per un 1° MAGGIO DI CAMBIAMENTO.

sabato 31 gennaio 2009

GIOVANI E MEMORIA

Questo è il quarto anno
che viaggio finoad Auschwitz
con il Treno
della Memoria organizzato
dalla Fondazione che coordina
una serie di attività sulla
memoria che partono dall'ex
Campo di Concentramento di
Fossoli, vicino a Carpi.
È un treno stranissimo emeraviglioso,
dove ci sono musicisti
che suonano, scrittori che parlano,
storici che raccontano e soprattutto
settecento ragazzi, la
maggior parte della provincia di
Modena, che vanno fino a quel
luogo così importante per la nostra
storia e per la nostra vita, a
guardare, capire, rendersi conto,
lasciarsi suggestionare dalleemozioni
più diverse e portarsi tutto
a casa. So già che quando ci sarà
il viaggio dell'anno prossimo ci
tornerò di nuovo a scoprire anch'
io altri dettagli, altre storie e soprattutto
alte emozioni.
Perché non è un viaggio triste,
nonostante l'argomento e la destinazione.
Perché ho visto morte e orrore,
va bene,maho visto anche ragazzi
giovanissimi decidere di fare
di questo viaggio la loro gita,
preferendola a mete sicuramente
meno impegnative. Ho sentito
quanto sapevano di questi argomenti
e ho capito che era molto
di piùdi quello chemi sarei aspetto.
Ho visto le loro espressioni, le
loro emozioni, quello che si sono
inventati per esprimerle e per
commemorare a modo loro quei
morti. Li ho sentiti dire che lamemoria
è importante, ma non basta.
Bisogna anche cambiare le
cose.

Per questo, ogni anno, torno felice da questo viaggio.
Perché penso che ci
sono tanti insegnanti
che nonostante le bastonate prese dalla categoria sanno fare davvero bene il loro mestiere.
E che ci sono ragazzi veramente in gamba, che le cose, loro,
le cambieranno davvero.


CARLO LUCARELLI
( tratto da l'Unità del 29 gennaio )

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