... chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola.
Giovanni Falcone
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martedì 8 febbraio 2011

Certo la Chiesa non aiuta

Certo la Chiesa, intendendo il Vaticano e contigui, mostra tutta la sua debolezza nel predicare valori molto teorici che finiscono per essere imposti ai molti come verità morali, e perdonati ai pochi, quelli giusti e potenti, come debolezze umane, ovviamente, per loro, inevitabili.
Guardando, o meglio ascoltando, alla TV i vari "portavoce" ecclesiali, scrittori e giornalisti della "fede" e delle sue espressioni editoriali, ieri sera Messori ma altre volte Amicone, Liguori e via cantando,  si incorre in inerpicamenti spericolati per cercare di dare un senso a ciò che non lo ha, per non condannare chi, per imprimatur, è riconsciuto "incoddannabile". Per fare questo a lui si tollera tutto, circostanziandone fatti e misfatti, trovando sempre motivazioni concessorie di ogni possibile attenuante morale. E tutto pur di non alterare l'equilibrio, consacrato dalla Santa Sede, fra tutela dei patrimoni e mantenimento dell'altrui potere.
A volte c'è da vergognarsi di quanta ossequiosità manifestino verso i potenti fino a perdonargli di tutto mentre presentano ben altre rigidità nei confronti di altri.
Due pesi e due misure che risultano sempre più inaccettabili specialmente da uomini di fede, almeno davanti ai miei laici occhi.
Ecce Ecclesia

domenica 28 marzo 2010

Don Paolo Farinella: Il caso Boffo e l'etica dell'immoralità. Berlusconi mediatore tra Vaticano e Cei.

Ogni volta che leggo qualcosa di don Paolo Farinella mi viene la carica e la voglia di lottare sempre di più contro Berlusconi e il berlusconismo, cercando di spiegare alle persone ed anche ai colleghi docenti (soprattutto a coloro che lo hanno votato e continuano a dargli fiducia in buona fede) dei gravi pericoli che il Paese rischia di correre.

Buona lettura.

Renato Cipolla


Altrachiesa

Il caso Boffo e l'etica dell'immoralità. Berlusconi mediatore tra Vaticano e Cei





giovedì 9 luglio 2009

L'appello di un prete ai cattolici: "Impediamo l'incontro Ratzinger-Berlusconi".

Sarebbe immorale anche per i non cattolici che il Santo Padre ricevesse "l'utilizzatore finale", cioè l'abituale frequentatore di prostitute (pardon escort) e minorenni.

Sono d'accordo con Don Paolo Farinella, Saluti a tutti.

Renato Cipolla


Lettera aperta di don Paolo Farinella a papa Benedetto XVI perché non riceva Berlusconi in udienza né pubblica né privata dopo il G8 dell'Aquila.

"Con sgomento apprendiamo dalla stampa l'eventualità che lei possa concedere udienza privata all'attuale presidente del consiglio italiano, Silvio Berlusconi. Egli per parare il diluvio di indignazione e disprezzo che gli si è scatenato contro a livello mondiale per i suoi comportamenti indecenti che sono anche la negazione della morale cattolica che tanto sbandiera nei suoi deliranti proclami, ha fatto capire che dopo il G8 cercherà di strappare alla Santa Sede un incontro con il Pontefice a conclusione del summit dell'Aquila. L'unico modo, a suo giudizio, per «troncare le polemiche».
Mons. Mariano Crociata, segretario della Cei, senza fare riferimenti personali, ha detto parole gravi che avremmo voluto ascoltare già da tempo, ma non è mai troppo tardi. Il segretario della Cei afferma che stiamo assistendo «ad un disprezzo esibito nei confronti di tutto ciò che dice pudore, sobrietà, autocontrollo e allo sfoggio di un libertinaggio gaio e irresponsabile». Non si deve quindi pensare che «non ci sia gravità di comportamenti o che si tratti di affari privati, soprattutto quando sono implicati minori» (Omelia in memoria di Santa Maria Goretti, a Latina 5 luglio 2009).
Sì, perché tra le varie sconcezze del presidente del consiglio (compagnia con donne a pagamento), vi sono riferimenti precisi di rapporti con minorenni (testimonianza della moglie) e di cui il presidente ha dato diverse differenti letture, nonostante abbia spergiurato sulla testa dei figli.
Le parole del segretario della Cei hanno toccato nel segno la depravazione in cui è caduta la presidenza del consiglio italiana, disperatamente alla ricerca di un salvagente per salvare la faccia e offendere il mondo civile e cattolico con lo show dell'udienza. A Silvio Berlusconi nulla importa del papa e della Chiesa cattolica e della sua morale come della dottrina sociale, a lui interessa di farsi vedere «urbi et orbi» insieme al papa e così cercare di parare le richieste pressanti che da tutto il mondo arrivano perché esca di scena dignitosamente, se ne capace.
La supplichiamo, per amore della sua e nostra Chiesa, che è ancora inorridita e scossa, non lo riceva pubblicamente né privatamente perché lei darebbe un colpo mortale alla credibilità della gerarchia della Chiesa che ha preso posizione solo dopo la mobilitazione del mondo cattolico e del mondo civile che in internet ha raggiunto livelli di esasperazione molto elevati.
Se lo riceve, la visita sarà usata strumentalmente per dire che il papa è con Berlusconi e quindi tutte le sue ignominie, depravazioni e corruttele troverebbero facile copertura morale. La morale che lei dovrebbe rappresentare diventerebbe una farsa di copertura dell'immoralità di un uomo presuntuoso e malato che ancora non si è degnato di rispondere pubblicamente del suo operato come ha chiesto la libera stampa, mentre è andato in tv dove senza contraddittorio, ha esaltato le sue gesta di corrotto corruttore, aggiungendo sprezzante a sua giustificazione che «la gente mi vuole così».
Inevitabilmente lei diventerebbe complice agli occhi dei fedeli semplici e dei non credenti ancora attenti alla Chiesa. In nome di Dio e della dignità del nostro popolo e della serietà dell'etica non lo riceva, perché se lo riceve, lei perderà moltissimi fedeli che già sono sulla soglia".
In fede
Paolo Farinella, prete
(8 luglio 2009)

lunedì 22 giugno 2009

Non è più questione politica

Ci interessiamo della cosa perchè la sostanza del berlusconismo non è più una questione politica che può essere condivisa o meno è una decadenza morale inaccettabile per noi e per i nostri figli.
Il danno morale sulle nuove generazioni che deriva da un simile modello in cui tutto è comprabile con i soldi o con i favori induce nei ragazzi uno sconvolgimento dei valori sul quale noi tutti genitori e inegnanti siamo chiamati non solo a vigilare ma a lavorare per evitarne le rischiose e molto facili conseguenze diseducative.
Dobbiamo attivarci per salvare il salvabile rilanciando nuovi modelli valoriali che faccinao perno sulla sensibilità, sulla lealtà, sulla coerenza, sulla generosità, sulla solidarietà... e chi più ne ha più ne metta.
A.A.

giovedì 18 giugno 2009

L"utilizzatore finale"

L' "utilizzatore finale ", la tesi sconcertante della
DERESPONSABILIZZAZIONE.

Vicino al paradosso, un po' comico e un po' grottesco, del difensore Ghedini che va oltre ogni più cinica spiegazione pur di salvare il proprio cliente.
E' comunque la giusta metafora di questo degrado morale, civile e sociale nel quale siamo piombati. E di questa cultura e idea di società si nutrono, loro malgrado, ogni giorno, attraverso TV e media, i nostri figli.
Che dire e come spiegare che nonostante lo scivolamento morale di questa classe dirigente i valori possono e devono essere posti a fondamento della proprio storia personale e della comunità in cui ci onoriamo di vivere.
Noi genitori, insegnanti, scuola e società abbiamo un bel da fare per recuperare questo gup.
Auguri e buon lavoro, da subito, non c'è più tempo da perdere. E' sulle nuove generazioni che occorre puntare, una nuova proposta educativa, culturale che sia capace di partire da loro, dalle sensibilità e dalle intuizioni dei giovani, dei ragazzi per rifondare questa nostra collettività e formarla ai valori che la possono rendere diversa e ancora entusiasmante.
Per questo restiamo uniti,e questo blog può essere uno strumento fra tanti, per confrontarci e costruire insieme quello che fino ad ora ci è mancato: un orgoglio di persone, di civiltà, di comunità.
A.A.

venerdì 5 giugno 2009

Il coraggio delle verità scomode

Finalmente un politico che analizza la società di oggi e la riconosce diseducativa.
Bravo Franceschini.
Finalmente qualcuno che ha il coraggio di schierarsi contro il consumismo sfrenato, i disvalori del successo comunque ottenuto, la banalizzazione delle relazioni e dei sentimenti, la corsa all'accaparramento e al tornaconto ma quasiasi costo....
Bravo Franceschini.
E finalmente la diseducazione ai valori che dilaga in questa nostra società diventa un tema politico da campagna elettorale: non è facile parlarne perchè è un argomento antipopolare in un contesto dove ormai si misura tutto sulla furbizia, la riuscita, il successo, la ricchezza, il tornaconto, il potere, la sopraffazione dell'altro.
Questo coraggio va apprezzato e premiato.
E poi, però, occorre passare dalle parole ai fatti, diventare una risorsa per il paese riuscendo a rimboccarsi le maniche costruendo una nuova, convincente, attraente "proposta culturale" che, attraverso un ripensamento sul ruolo della scuola, della televisione, della famiglia porti l'Italia a riapprorpiarsi dei suoi valori profondi che sono l'unica garanzia perchè le nuove generazioni ricomincino un nuovo protagomismo positivo e sostanziale che riesca a portare questo paese fuori dal pantano morale in cui siamo è finito da qualche decennio.

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