... chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola.
Giovanni Falcone
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sabato 1 maggio 2010

Oggi Primo Maggio: un lavoro... ma non solo

Oggi 1° maggio voglio inviarvi un messaggio di augurio per il lavoro, Credo che il lavoro sia determinante non solo per la sopravvivenza ma per la propria realizzazione. Tanto più se manca o se è precario, quindi è importante che ci impegniamo insieme per renderlo più possibile per tutti.

A chi un lavoro ce l'ha voglio augurare di trovarci gusto. Non sempre è facile ma possiamo mettercela tutta per aggiungere quel po' di passione per riuscire a fare le cose nel modo giusto, perché gli altri, specie quelli che un lavoro sicuro non ce l'hanno, si accorgano che siamo contenti di avercelo un lavoro e che sappiamo onorarlo mettendoci il cuore.

Ma attenti a non esagerare: dare il giusto impegno e il giusto tempo al lavoro non significa riconoscerlo come propria unica realizzazione.
Il lavoro è importantissimo ma non è la sola dimensione del nostro vivere. La relazione con gli altri specie i più vicini in famiglia, il tempo dedicato ad accrescere il nostro sapere, l'impegno a fare "cultura" attraverso il nostro vivere quotidiano improntato ai valori in cui crediamo, il sapersi dedicare alla ricerca dei significati nascosti e profondi della vita, il tempo che siamo capaci di dedicare a far "crescere" i nostri figli imparando ad esprimere con loro le nostre emozioni e i nostri sentimenti... sono tante altre dimensioni importanti alle quali non possiamo derogare nemmeno per il nobile scopo di dare troppo tempo ed energia al lavoro.

Questa riflessione mi piaceva condividerla con tutti voi in questa bellissima giornata del Primo Maggio.
Vi aspetto numerosi al prossimo incontro di scuola per genitori... ricordate le iscrizioni sono sempre aperte,
Ciao. Antonio Artegiani
visita: http://www.genitorinsieme.it/

venerdì 30 aprile 2010

Aridateci la vecchia repubblica

Quello che è più penoso di questa debacle sociale che viviamo in Italia è il totale stravolgimento culturale che non ci permette più di capire per quali valori vivere e battersi. Non so se Scajola sia colpevole o no ma è l'idea che lo possa esserlo e che nessuno se ne stupisca che è sconvolgente. Una volta i riferimenti politici erano anche riferimenti valoriali: le idee si potevano criticare e contrastare ma l'onestà non si discuteva, tanto che quando poi, con tangentopoli, questa fiducia è venuta meno c'è stato un crollo morale e un senso ci precarietà dal quale ancora oggi non ci siamo risollevati. E qualcuno parla di seconda repubblica, appunto un modo stolto e irresponsabile di fregiarsi a parole di un cambiamento che non si è mai realizzato nei fatti.
verrebbe da dire... aridateci la vecchia repubblica.

giovedì 25 marzo 2010

Don Paolo Farinella: Cardinal Ruini, perché ha invitato Silvio a colazione?



Cardinale Ruini, perché ha invitato Silvio a colazione?

01-02-2010

di don Paolo Farinella

Sig. Cardinale,

nel 1991 da una sperduta parrocchia dell'entroterra ligure, le scrissi sullo scandalo che provocò nei miei ragazzi la notizia del «cardinal-party» da 800 mila lire (quasi un miliardo di allora!) con un migliaio di invitati del "mondo" che conta, dato da lei in occasione della sua nomina a cardinale. Lei mi rispose che fu un dono di amici e io le risposi che certi doni dovrebbero essere respinti al mittente perché insulto ai poveri e al Cristo che li rappresenta. Le cronache del tempo fotografarono che "la capitale della politica, della finanza, delle banche, delle aziende di Stato è accorsa compatta in ampie schiere. Mai tanta mondanità e tanto ossequio attorno a un cardinale, reduce da due giorni di festeggiamenti ininterrotti" (Laura Laurenzi, la Repubblica, 30 giugno 1991, p. 25).

A distanza di diciannove anni, mai avrei pensato di riscriverle, anche perché sapevo che lei era andato in pensione e quindi si fosse defilato come si conviene alle persone di sagge buon senso. Oggi lei non offre lauti banchetti a 800 persone, ma invita a colazione solo due individui che da soli sono peggio degli 800 barbari. Sono indignato per questo suo invito che i credenti onesti vedono come la negazione del sacramento dell'ordine e la pone sullo stesso piano degli intrallazzatori di professione.

D'altra parte lei per oltre quindici anni ha manovrato papi, parlamenti, governi, accordi elettorali, sanità, scuole e fascisti che, al punto in cui siamo, uno scandalo in più o uno in meno, il peso cambia di poco. A mio modesto parere di prete, il suo operato induce me e molti altri credenti a pensare che lei e noi non crediamo nello stesso Dio e anche che lei usi il suo come strumento di coercizione per fini demoniaci. Lei infatti, ancora una volta, ha contravvenuto al dettato del Codice di Diritto Canonico che stabilisce: "È fatto divieto ai chierici di assumere uffici pubblici, che comportano una partecipazione all'esercizio del potere civile" (CJC, can. 285 §3, sottolineatura mia). Il massimo potere in uno Stato democratico si esercita nella formulazione delle liste elettorali tra cui i cittadini liberi e sovrani "dovrebbero" scegliere i loro governanti, locali e nazionali: qui sta in sommo grado la "partecipazione all'esercizio del potere civile".

Il giorno 20 gennaio 2010, nella sede del Seminario Romano, dove risiede da cardinale in pensione, lei ha invitato, come ospite a colazione, Silvio Berlusconi, accompagnato dal gentiluomo (sic!?) di Sua Santità, nonché sottosegretario alla presidenza del consiglio italiano. Lei ed io sappiamo che Gianni Letta, moderno Richelieu o se vuole in termini giovanili e quasi liturgici, vulgo mezzano, è il tutore garante presso il Vaticano del suo capo, notoriamente inaffidabile. Dicono le cronache che avete discusso di accordi elettorali, di convergenze tra Pdl di Berlusconi e Udc di Casini e Api di Rutelli; chi deve essere candidato alle regionali e chi no; chi deve perdere e chi deve vincere nel Lazio; cosa fare e cosa disfare in Puglia.

La candidata Emma Bonino alla presidenza del Lazio non deve passare perché, come in una nuova crociata, "Deus 'el vult", cioè lo ordina Ruini a cui Dio di solito dice ad ogni tornata elettorale cosa vuole e non vuole. Le cronache celiano che Berlusconi abbia tenuto il boccino perché ormai ha il coltello dalla parte del manico. Lo dimostra il fatto che il suo illustre e integerrimo ospite abbia preteso dal suo partito una "quota rosa" a sua totale discrezione per fare eleggere le "pulzelle" compiacenti che non ha potuto varare nelle politiche del 2008, a causa del «ciarpame politico» rovesciato sul tavolo dalla di lui moglie, Veronica Lario che ha sparigliato le candidature. Avete parlato anche di questo? Di quali donnine e prostitute candidare?

Il giorno prima, il 19 gennaio 2010, appena 24 ore prima, il Senato della Repubblica, presieduto dall'autista Renato Schifani, in quota servitù perpetua, ha varato il cosiddetto "processo breve", cioè la 19a legge su misura per i bisogni primari del Silvio Berlusconi e pazienza se si sfascia l'intero sistema della giustizia italiana! Pazienza, se milioni di cittadini non avranno mai giustizia e se tutti i delinquenti, i truffatori, gli spacciatori, i ladri, i corrotti, i concussori, i concussi, i deputati e i senatori insieme ai loro famigli la faranno franca sempre e comunque alla faccia di quel " bene comune" con cui lei da presidente della CEI faceva i gargarismi sei volte al giorno prima e dopo i pasti principali. Lei queste cose le sa, ma è anche "cardinale di mondo" e sa navigare nei meandri del fiume della politica che conta, poco importa se morale o immorale: in fondo il fine ha sempre assolto i mezzi perché noi cattolici non siamo forse per la confessione periodica e cioè per "una botta e via da capo"?

«Processo breve, legittimo impedimento per sé e famigli», lei lo sa bene, sono eufemismi: trattasi infatti soltanto di «processo impossibile». Un presidente del consiglio scardina lo Stato di Diritto, impone al parlamento di votare leggi individuali e di casta a favore di sé e dei delinquenti che lo sfiorano, abolisce di fatto ogni contrappeso al potere esecutivo e di fronte a tanta bulimia incontenibile, lei lo invita anche a pranzo? Via, cardinale, est modus in rebus! Non pare che durante il pranzo, lei abbia detto una parola sulla condotta scandalosa dell'ospite, ma sappiamo che si è seduto a tavola con un essere moralmente, eticamente, giuridicamente, democraticamente impossibile ( ma la vera parola è censurata ) e con lui contratta seggi e vittorie, costi e benefici, voti e ritorni in privilegi economici e politici. Logicamente in nome dei sacrosanti "principi non negoziabili", of course!

Negli stessi giorni in cui lo scandalo delle prostitute era al culmine, il suo governo stava varando una legge per punire i clienti delle prostitute: la solerte, cattolicissima ministro Mara Carfagna si è affrettata a ritirare il provvedimento che avrebbe colpito per primo il suo capo e protettore che il suo stesso avvocato ha definito "utilizzatore finale" di carrettate di donne. Soltanto dopo l'indignazione del popolo cattolico arrivata al "calor bianco", finalmente la CEI cominciò a balbettare qualche timiduccio scappellotto, ma tenue e delicato, quasi un buffetto. Il 7 luglio 2009, quando ormai il mondo cattolico era sul filo delle barricate contro la latitanza della gerarchia cattolica, il segretario della CEI, mons. Mariano Crociata, durante una Messa, alludendo al presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, oggi suo ospite, senza mai chiamarlo per nome, sbotta:

«Assistiamo ad un disprezzo esibito nei confronti di tutto ciò che dice pudore, sobrietà, autocontrollo e allo sfoggio di un libertinaggio gaio e irresponsabile che invera la parola lussuria salvo poi, alla prima occasione, servirsi del richiamo alla moralità, prima tanto dileggiata a parole e con i fatti, per altri scopi, di tipo politico, economico o di altro genere. Nessuno deve pensare che in questo campo non ci sia gravità di comportamenti o che si tratti di affari privati; soprattutto quando sono implicati minori, cosa la cui gravità grida vendetta al cospetto di Dio» (Omelia per la Messa di Santa Maria Goretti, 15-08.09, Le Ferriere – Latina).

Lei, sig. cardinale Camillo Ruini, ha passato tutto questo tempo sotto silenzio assoluto, dedicandosi al progetto culturale della CEI e alle massime questioni di alta filosofia e teologia: "L'esistenza di Dio ", la sua necessità e via dicendo. Sul resto che travagliava la Chiesa, i credenti, la gerarchia che copriva con un manto di sudiciume l'Italia intera, silenzio tombale…

Profondamente inorridito – Paolo Farinella, prete

venerdì 19 marzo 2010

E' ufficialmente aperta: SCUOLA PER GENITORI


Oggi, in occasione della festa del PAPA', alla presenza della Vice Sindaco del Comune di Corciano -Assessore alle Politiche di Coesione Sociale - Sabrina Caselli si è ufficialmente aperta la nostra SCUOLA PER GENITORI.

La relazione introduttiva è stata tenuta dal Dr. Antonio Artegiani, che funge da Tutor della Scuola.

LE ISCRIZIONI SONO APERTE A TUTTI: basta telefonare al 075/5171801 ( Libreria CLU di Ellera, Sede della Scuola ). Costo dell'iscrizione 20.00 a favore della "Associazione ment&corpo" di Perugia, che ne cura l'organizzazione scientifica.

SCUOLA PER GENITORI è una inziativa destinata a mamme e papà con figli da 0 a 14 anni.
Sette incontri mensili dal 19 marzo al 19 Novembre, ogni 3°venerdì del mese. ( iscrizione 20 euro valevoli per tutto l'anno 2010 ).
Per iscriversi Tel. 075/5171801

venerdì 2 ottobre 2009

Sollecito per la Gelmini: 23 "eroi" vittime innocenti.

Adesso mi auguro che la "carlogelminigaffeur" mandi subito una circolare alle scuole per effettuare un minuto di silenzio anche per questi 23 "eroi" morti di Messina, vittime innocenti di un disastro annunciato causato dall'uso sciagurato del territorio (costruzioni e licenze abusive, incendi e devastazioni dei boschi, manutenzioni inesistenti, uso di materiali scadenti, ecc.).

Renato Cipolla

mercoledì 26 agosto 2009

inquietante... ma ci credo




SCOPRIRE OGNI GIORNO NOTIZIE SCONVOLGENTI SULLA GESTIONE DI QUESTO STATO FA PERDERE FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI E NEI NOSTRI RAPPRESENTANTI: per questo mi pare venuto il tempo. non più derogabile, di scegliere persone certe, pulite, determinate che dimostrino con coraggio di voler rompere con questo sottobosco squallido che ha accomunato molti uomini politici, delle istituzioni, dei poteri dello stato.
Occorre saper cambiare e scegliere persone convincenti... non abbiamo più tempo perchè la fiducia in questa classe dirigente e nella sua capacità di costruire un paese "normale" sta ogni giorno scemando nei giovani e nella gente sana che popola questo paese.
Ai politici un avvertimento: NON GIOCATE PIU' CON LA NOSTRA BUONA FEDE... é A RISCHIO LA CREDEBILITA' DI TUTTO IL SISTEMA !
CAMBIARE RADICALMENTE BENE E SUBITO: non c'è più tempo da perdere !

sabato 15 agosto 2009

Fare politica... con la spesa

Oh Signore, dacci oggi la nostra (giusta) spesa quotidiana!
La rivoluzione si può fare con la spesa: comprare meno, comprare "giusto", non sprecare fa anche stare meglio.
Ad esempio potete usare meno detersivo, bere latte fresco alla spina, mangiare cibi di stagione non importati. Sono queste le regole seguite dalla Comunità di 1200 famiglie di don Gianni Fazzini sono di puro buon senso e oltre a far risparmiare ( colcolato 16% di risparmio ), fanno guadagnare tempo, fanno stare meglio con meno sensi di colpa...
Sono famiglie che fanno politica con la spesa e che ogni mese pubblicano il loro bilancio familiare.

Scrive Don Fazzini:
"Sono don Gianni Fazzini. Sono un prete di Venezia e da alcuni anni seguo Beppe Grillo. Io vorrei oggi dare attraverso il blog una buona notizia. Ci sono in Italia 1200 famiglie che da un
po’ di tempo stanno ripensando a come fanno la spesa. E liberano la propria testa da pubblicità e da offerte speciali e si domandano cosa davvero serve per loro e cosa è giusto acquistare.
Queste famiglie sono collegate con una rete. Si chiama “Bilanci di Giustizia”. Sono molto pignole. Ci mandano ogni mese il loro bilancio famigliare e ci dicono quante spese sono state in grado di fare pensandoci su.
In questi giorni abbiamo finalmente analizzato tutte le loro schede mensili e siamo in grado di darvi alcuni numeri che mi pare siano molto interessanti. Queste famiglie sono state in grado di cambiare i loro consumi e quindi di farli con accuratezza e consapevolezza, per il 31%. Il 31% di tutte le loro spese. E così facendo hanno ottenuto due risultati, mi pare molto importanti. Uno è che – loro dicono – hanno migliorato la qualità della loro vita. Siamo andati in Germania e ci siamo fatti aiutare dal Wuppertal Institute. Lì ci han detto che per misurare la qualità della vita, la cosa più sicura è questa: verificare quanto una persona ha tempo per le cose che ritiene più importanti. E quindi abbiamo usato questo indicatore per verificare. Bene, su una scala da uno a sette, la maggioranza di queste famiglie si sono collocate tra il cinque e il sei. Abbiamo anche domandato loro l’autopercezione della qualità della vita. Anche lì si sono collocate tra il cinque e il sei, in una scala da uno a sette.
Se noi ci pensiamo su un poco a quello che compriamo. Se ci domandiamo se comprando una cosa noi votiamo per chi lavora in modo corretto, salvaguardando l’ambiente e pagando in modo giusto chi lavoro, poi stiamo meglio anche noi.
Mettendo in moto questo meccanismo, queste famiglie hanno risparmiato il 16% sulla stessa fascia ISTAT della media degli italiani.
Tutto questo ci fa dire che un passo per guadagnare libertà e per una vera azione politica può iniziare davvero dalla spesa di ogni giorno.
Queste famiglie si troveranno insieme dal 27 al 30 di agosto a Oropa (BI). Si sono date un titolo interessante: “Gustare la bellezza e costruire la speranza”. Potete andare sul sito
www.bilancidigiustizia.it. Lì trovate tutte le informazioni e trovate naturalmente i numeri che vi ho detto in modo più preciso e selezionato.
Grazie. Se provate anche voi a fare con giudizio le spese, vedrete che stareste meglio."

giovedì 13 agosto 2009

FAMMISCEGLIERE ci scrive

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Carissimi,
nei giorni in cui http://www.fammiscegliere.com/ è nato per sostenere una giusta legge sul testamento biologico, Ignazio Marino, con la sua proposta di legge, è stato il nostro punto di riferimento in campo etico-scientifico, nelle istituzioni e nel Partito democratico.Oggi Marino è candidato alla segreteria nazionale del PD e noi promotori di fammiscegliere abbiamo deciso di sostenere la sua candidatura perché è l'unico capace di garantirci che il PD si batta veramente per una giusta legge sul testamento biologico.Se fra di voi vi sono elettori, sostenitori o siete interessati al PD, vi segnaliamo il nuovo sito di Ignazio Marino http://www.ignaziomarino.it/ e il link per iscriversi alla sua newsletter: http://www.ignaziomarino.it/comitati/attivati/?action=register

Ps: andate a vedere il sito, i colori vi ricorderanno qualcosa ;)



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n.d.r.: il nostro blog aveva pubblicato domenica 15 febbraio 2009 un post dal titolo:
fammiscegliere: UNA NUOVA, GRANDE CAMPAGNA PER IL TESTAMENTO BIOLOGICO al quale rimandiamo per testimoniare la nostra sensibilità a questo fondamentale argomento della vita umana e della sua fine.

martedì 11 agosto 2009

ULTIMO: quel tipo di Carabiniere che ci piace

Dovendo partire per le vacanze stavo rastrellando alcuni libri da leggere sotto l‘ombrellone quando mi è caduto l’occhio su <<ULTIMO>>, un libro di Maurizio Torrealta scritto con le parole di “Ultimo”, il Capitano dei Carabinieri che arrestò Riina. Acquistato alcuni anni fa ne avevo letto solo a prefazione di Ilda Bocassini, il famoso PM di Milano.
Oggi ho finito il libro e già mi manca. Voglio esprimervi subito tutto il piacere, l’entusiasmo, l ‘orgoglio che mi ha trasmesso. Un libro di un “soldato” che non è solo racconto di episodi vincenti ma è, più che altro, arte di vivere, lezione di vita. Per me è stata un’ occasione per rinforzarmi in quegli ideali incrollabili con cui sono cresciuto, dalla generosità, alla lealtà, allo spirito di servizio e vederli vissuti concretamente nella esperienza di vita e di lavoro di un Carabiniere, che agisce così come mi sono sempre immaginato che debba fare un vero servitore dello Stato, per lo stile di vita e per l’attaccamento agli ideali che dovrebbero animarlo.
Sono questi ideali sentiti, condivisi da un gruppo di “normalissimi ultimi” che mi ha dato forza e speranza. Ideali non rimasti teorici come spesso nella mia vita, ma posti, con coraggio e caparbietà, al centro del proprio essere e vivere, anche con umiltà e pazienza, iI mandato affidato. Questa è la forte attrattiva di “Ultimo” e di questo libro che raccomando specie a voi giovani: leggetelo e confidate in questa capacità di vivere da “rivoluzionari”, mettendo al primo posto il servizio per gli altri e non la ricerca del consenso. “Ultimo” parla di una “rivoluzione” perché di questo si tratta: fare nelle nostre vite, nel nostro lavoro, nelle nostre relazioni una “rivoluzione” di valori, di priorità, di servizio agli altri, di dedizione, di passione… realizzando in concreto nel nostro vivere quotidiano i valori fondamentali della nostra coscienza, della nostra educazione ma anche quelli scritti nella Costituzione.
Scritto nel ’99 l’ho trovato di una attualità estrema e non solo perché parla di vicende che oggi sono tornate alla ribalta giudiziaria e giornalistica ma proprio perché propone un modo di intendere la vita molto rivoluzionario rispetto a quello mediatico, speculativo e formalista che oggi si sta diffondendo. E’ un ritorno alle radici profonde e vere di una coscienza personale capace di ispirare una vita da spendere per gli altri e per gli ideali in cui si crede senza per questo pretendere o rincorrere riconoscimenti fatui e formali.
E’ il racconto di un sentire diverso dal comune come spesso avviene nei veri GRANDI, e umili al tempo stesso, come Giovanni Falcone e tutti gli altri EROI passati e presenti che lottano contro illegalità rischiando di persona: non sono pochi, non si vedono solo perché sono silenziosi e sfuggono ai riflettori, alle ribalte, ai giornalisti… sono tanti gli Ultimi che, fortunatamente, impreziosiscono questo nostro paese, martoriato da criminalità, illegalità e immoralità.
Certo io svolgo un altro tipo di lavoro come molti di noi ma occorrerebbe leggere questo libro con la intenzione di farne proprio lo spirito nella nostra quotidianità: quello che conta non è ciò che facciamo ma l’atteggiamento che usiamo, il modo di pensare e vivere il nostro rapporto con noi stessi, con i nostri prossimi… una buon occasione per moltiplicare i tanti ULTIMI che camminano in questa nostra Italia, per il Suo bene. Sento in cuor mio di raccomandarne la lettura ad ognuno di voi, ma anche ai dirigenti dei Partiti, delle Associazione, dei Sindacati ecc…. e di farlo con lo spirito umile di chi ha il coraggio di rimettersi in discussione e non con la saccenza di chi vuol coglierne gli inevitabili limiti ed errori.
Sono convinto che noi potremo vincere se saremo in grado di accettare questa provocazione ideale di Ultimo. Buona lettura e fatemi sapere le vostre impressioni…

AntArt

domenica 2 agosto 2009

Una strage da non dimenticare


La Strage della stazione di Bologna oggi compie 29 anni. Alle 10,25 scoppiò una bomba che colpì a morte 82 persone, fra cui molti giovani, innocenti. Chi passa per la STAZIONE di Bologna si fermi un minuto davanti allo squarcio che ne è diventato monumento e simbolo, sotto la pensilina del primo binario in corrispondenza della sala di attesa.
I giovani di oggi interrogati da molti giornali non hanno saputo rispondere su chi compì quella strage. E’ bene allora che scuola e famiglie non perdano occasione per ricordare che questa fu una strage fascista compiuta da chi è stato riconosciuto colpevole con sentenza definitiva e cioè i neo fascisti Francesca Mambro e Valerio Fioravanti che stanno scontando l’ergastolo insieme all’allora 17enne Luigi Ciavardini, condannato a 30 anni. Per questa strage anche Licio Gelli fu condannto per depistaggio con Francesco Pazienza e due funzionari dei servizi segreti tali P. Musumeci e G.Belmonte. I veri mandanti ancor sfuggono. Quindi non solo questione di Neo-fascisti ma anche di pezzi deviati dello Stato. Brutta storia: ONORIAMO ALMENO LE VITTIME RACCONTANDONE IL SACRIFICIO AI NOSTRI FIGLI.

Perché tutti sappiano e la memoria sia onorata dobbiamo far sapere ai nostri giovani cosa successe e chi lo compì: è un dovere morale per genitori e insegnanti.

venerdì 31 luglio 2009

Sognamo uno stato inflessibile e determinato come LIBERA

E'impressionante scoprire che anche i successi dello stato sono targati MAFIA !
Totò Riina preso per concessione di Provenzano.. ed entrambi in contatto con uomini dello Stato. Si scopre che la Mafia era in "trattative" con chi la doveva combattere.
Dopo la sentenza di condanna, di fatto, di Andreotti ( riconosciuto colluso con la Mafia fino al 1980 anche se prescritto ) avevamo capito dell'esistenza di trame fosche fra uomini delo Stato e mafia ma ogni volta ce ne sorprendiamo perchè siamo degli inguaribili creduloni e speriamo sempre che lo Stato possa solo essere inflessibile con certi criminali. In reltà sognamo e abbiamo nel cuore uno Stato sano e che sa da che prte stare, uno Stato convinto e determinato; sognamo uno Stato che assomigli a Libera capace di movimentare coscienze e fare fatti concrreti, non uno Stato che per vincere una battaglia tratta con il nemico che non lo metterà mai nelle condizioni di vincere la guerra. Siamo utopisti, non importa, ma credimo fortemente che il bene e il male non possano dialogare perchè alla fine il bene non riuscirà a vincerea. E nella nostra Italia sembra che sia accaduto così, finora....

martedì 21 luglio 2009

Chi vince si spenda per rappresentare anche tutti gli altri


Mi chiedo: sarà troppo pretendere che chi vinca nel PD tenga conto anche delle tante cose buone che ci sono nelle altre mozioni e delle tante sensibilità presenti in questo bel partito che vorremmo vedere volare alto e non distruggersi nei personalismi e nelle contrapposizioni sterili.
Vorremmo che il prossimo segretario si spendesse per la sintesi e non per marcare le differenze e che gli altri, tutti gli altri, accettassero di sostenerlo e di aiutarlo, da qualsiasi parte si siano prima schierati. Che siano leali e non prevalgano le fazioni e gli schieramenti per tramargli contro.
Vorremmo che questo partito tendesse davvero all'Unità come suo obiettivo strategico: non sarà un caso che questo sia il nome del nostro giornale.
Io penso di no, penso che non chiediamo troppo, ma semplicemente l'essenziale per essere un partito serio che tiene alle sue radici ma che punta in alto al suo futuro e all'Italia. Che ne pensate ?

giovedì 9 luglio 2009

L'appello di un prete ai cattolici: "Impediamo l'incontro Ratzinger-Berlusconi".

Sarebbe immorale anche per i non cattolici che il Santo Padre ricevesse "l'utilizzatore finale", cioè l'abituale frequentatore di prostitute (pardon escort) e minorenni.

Sono d'accordo con Don Paolo Farinella, Saluti a tutti.

Renato Cipolla


Lettera aperta di don Paolo Farinella a papa Benedetto XVI perché non riceva Berlusconi in udienza né pubblica né privata dopo il G8 dell'Aquila.

"Con sgomento apprendiamo dalla stampa l'eventualità che lei possa concedere udienza privata all'attuale presidente del consiglio italiano, Silvio Berlusconi. Egli per parare il diluvio di indignazione e disprezzo che gli si è scatenato contro a livello mondiale per i suoi comportamenti indecenti che sono anche la negazione della morale cattolica che tanto sbandiera nei suoi deliranti proclami, ha fatto capire che dopo il G8 cercherà di strappare alla Santa Sede un incontro con il Pontefice a conclusione del summit dell'Aquila. L'unico modo, a suo giudizio, per «troncare le polemiche».
Mons. Mariano Crociata, segretario della Cei, senza fare riferimenti personali, ha detto parole gravi che avremmo voluto ascoltare già da tempo, ma non è mai troppo tardi. Il segretario della Cei afferma che stiamo assistendo «ad un disprezzo esibito nei confronti di tutto ciò che dice pudore, sobrietà, autocontrollo e allo sfoggio di un libertinaggio gaio e irresponsabile». Non si deve quindi pensare che «non ci sia gravità di comportamenti o che si tratti di affari privati, soprattutto quando sono implicati minori» (Omelia in memoria di Santa Maria Goretti, a Latina 5 luglio 2009).
Sì, perché tra le varie sconcezze del presidente del consiglio (compagnia con donne a pagamento), vi sono riferimenti precisi di rapporti con minorenni (testimonianza della moglie) e di cui il presidente ha dato diverse differenti letture, nonostante abbia spergiurato sulla testa dei figli.
Le parole del segretario della Cei hanno toccato nel segno la depravazione in cui è caduta la presidenza del consiglio italiana, disperatamente alla ricerca di un salvagente per salvare la faccia e offendere il mondo civile e cattolico con lo show dell'udienza. A Silvio Berlusconi nulla importa del papa e della Chiesa cattolica e della sua morale come della dottrina sociale, a lui interessa di farsi vedere «urbi et orbi» insieme al papa e così cercare di parare le richieste pressanti che da tutto il mondo arrivano perché esca di scena dignitosamente, se ne capace.
La supplichiamo, per amore della sua e nostra Chiesa, che è ancora inorridita e scossa, non lo riceva pubblicamente né privatamente perché lei darebbe un colpo mortale alla credibilità della gerarchia della Chiesa che ha preso posizione solo dopo la mobilitazione del mondo cattolico e del mondo civile che in internet ha raggiunto livelli di esasperazione molto elevati.
Se lo riceve, la visita sarà usata strumentalmente per dire che il papa è con Berlusconi e quindi tutte le sue ignominie, depravazioni e corruttele troverebbero facile copertura morale. La morale che lei dovrebbe rappresentare diventerebbe una farsa di copertura dell'immoralità di un uomo presuntuoso e malato che ancora non si è degnato di rispondere pubblicamente del suo operato come ha chiesto la libera stampa, mentre è andato in tv dove senza contraddittorio, ha esaltato le sue gesta di corrotto corruttore, aggiungendo sprezzante a sua giustificazione che «la gente mi vuole così».
Inevitabilmente lei diventerebbe complice agli occhi dei fedeli semplici e dei non credenti ancora attenti alla Chiesa. In nome di Dio e della dignità del nostro popolo e della serietà dell'etica non lo riceva, perché se lo riceve, lei perderà moltissimi fedeli che già sono sulla soglia".
In fede
Paolo Farinella, prete
(8 luglio 2009)

martedì 7 luglio 2009

lettera dall' Aquila

due lettere dall'aquila, la prima di una mia amica, la seconda di un attore del film "si può fare"
Marco Petrella
Caro Marco,
ti invio la testimonianza che Andrea ha diffuso via mail. ( IL MONDO IN QUALCHE MODO DEVE SAPERE ). Il film a cui fa riferimento è stato proiettato a L'Aquila per iniziativa di Sandro, mio marito. Grazie all'amicizia con Angelo Righetti, lo psichiatra della vicenda che ha ispirato il film "Si può fare", siamo riusciti a portare qui gli attori e Angelo stesso, che ha dormito nella nostra casa disastrata. Abbiamo organizzato la proiezione non senza difficoltà (pubblicità e locandine le ho preperate io con il p.c.portatile e le abbiamo distibuite alla meno peggio nelle tendopoli). Il ragazzo di cui parla è mio figlio Emanuele. Siamo in contatto telefonico costante con gli attori e con Bisio (che quella sera era assente perchè impegnato a girare un altro film). Gli attori sono stati meravigliosi.
Ora stiamo organizzando la "festa della creatività" a cui parteciperanno, da tutta Italia, gruppi musicali, compagnie teatrali, compagnie di danza, cori (anche la corale gran sasso in cui canto io) parteciperà Cristicchi (che non vorrà una lira). Sarà il 16 luglio, a 100 giorni dal sisma. CERCHIAMO DI NON FARE IMPAZZIRE LA GENTE CHE E' QUI. DI PORTARE UN'INFORMAZIONE DIVERSA FUORI, CON CANALI COMUNICATIVI ALTERNATIVI. I MEDIA SONO COLLUSIVI CON LO STATUS QUO.
Continuiamo a lavorare, resistere, a manifestare. La situazione è ancora drammatica e credo che con il G8 lo sarà ancora di più.
Un caro abbraccio
Noemi

giovedì 2 luglio 2009

Fino a quando dovremo accettare che il denaro...

Fino a quando dovremo accettare che il denaro condizioni regole e pratica sulla nostra sicurezza, sul nostro lavoro, sui nostri valori. Tutto sottomesso al guadagno, al pressapochismo, al menefreghismo, tutto questo ci obbliga a celebrare ogni giorno vittime innocenti del nostro cinismo di impenditori, di operai, di controllori : ma la coscienza di qualcuno si ribellerà un giorno e potremo mai contare su una Italia paese normale ?

martedì 23 giugno 2009

Un nuovo orgoglio femminile può salvarci.

In moltissimi casi della storia la salvezza è venuta dalle donne.

Sono loro le colonne di questa società fin troppo maschilista per riconoscerlo.
L' ipocrisia e la paura di perdere potere ha spesso suggerito agli uomini di dominarle. Stupidamente perchè poi ha prevalso sempre, per loro stessa natura, il carattere, la determinazione date dalla loro grande capacità di saper guardare lontano, di essere strategiche, e quindi saper scegliere in funzione di ciò che sanno spontaneamente prevedere e adoperarsi per realizzare, nel bene e nel male.

La vera valenza rivoluzionaria e pragmatica, al tempo stesso, del mondo è rappresentata dalle donne, per questo appare misero e meschino l'atteggiamento di quegli uomini che ostentano potere su di loro, se non addirittura violenza.

Gli esempi non mancano di certo: alle donne va riconosciuto il decisivo intervento nelle battaglie giuste e sacrosante della storia.
In Italia divorzio e aborto hanno vinto grazie alla loro mobilitazione
Nel mondo la rivoluzione sessuale, le grandi lotte per la pace e per la giustizia, le Madri di Plaza de Mayo per la denuncia dei desaparedidos, le "Donne in nero", etc fino ai giorni nostri.
Donne, madri, mogli hanno impreziosito ogni lotta e marcato il segno delle rivoluzioni e dei riscatti più alti di questo mondo.

Purtroppo quando le donne rinunciano a volare alto, mantenere la giusta tensione per i grandi ideali e le grandi ambizioni di una comunità, il suo livello morale ed etico inevitabilmente decade: come sta succedendo in questa nostra Italia.
Donne "ago della bilancia": quando vogliono scrivere pagine nobili di storia e quando diventano complici di biechi giochi di potere e di loschi disegni di corruzione, sfruttamento, degrado.











Occorre un colpo di reni.
Occorre ritrovare coraggio e convinzione per ribellarsi insieme a questo mondo in cui tutto è sacrificato alla logica del mercato, del successo, del guadagno, della mercificazione.
Occorre una SCOSSA, un ritrovato orgoglio femminile che si ribelli all' idea dell' "utilizzatore finale" senza macchia e senza colpa impersonato dal grande " capo " maschio che usando e pagando ritiene di poter annullare ogni suo debito. Non è così ! Il debito morale non è risarcibile: ricade su tutti, coloro che partecipano ma anche su chi assiste, grandi e piccoli, complici e ignari spettatori.
Diventa un smarrimento generalizzato in cui si perde la giusta prospettiva, l'orientamento generale delle cose da fare e quelle da evitare.
E se tale esempio viene proprio da quelli che dovrebbero indicare diritti e doveri universali, il rischio che tutto vada in derisione, in sfiducia e in banalizzazione è molto alto con gravissime perdite di credibilità non solo degli stessi soggetti ma anche, purtroppo, delle funzioni e dei ruoli da essi svolte.

Sia chiaro: ciò che succede nelle Ville Berlusconiane non è tanto peggio di quello che accade nei vicoli delle nostre città, solo che è più in vista e ci travolge tutti, perchè CESARE è e deve essere sopra ogni sospetto altrimenti che ne sarà di coloro che a lui si affidano ?
Tutto questo obbliga a riflettere. Riflettere su quanto stiamo perdendo in valori e ideali: complici tutti, ma la politica in primis per non aver saputo e voluto investire adeguatamente e tempestivamente su scuola e famiglia, le agenzie educative fondamentali di una società che crede e costruisce il proprio futuro.

E' importante ribellarsi, far crescere una coscienza che ci ridia forza e convinzione per tornare a guardare con orgoglio e fierezza i nostri figli. Quelli che un giorno rileggeranno questa storia meravigliandosi di quanta omologazione abbia annebbiato gli occhi di questa nostra generazione, fatta anche dei loro genitori e dei loro insegnanti, che troppo spesso è stata a guardare accettando supinamente che venisse demolito il castello di valori , di ideali sacrificato sull'altare del consumismo, del guadagno ad ogni costo, dell'arrivismo, della corsa al potere.
Per questo è ora di rialzare la testa: rimettersi in cammino ognuno e insieme. Noi ci stiamo vorremmo che più donne ci accompagnassero in questo impegno, per essere forti non possono mancare.

lunedì 22 giugno 2009

Non è più questione politica

Ci interessiamo della cosa perchè la sostanza del berlusconismo non è più una questione politica che può essere condivisa o meno è una decadenza morale inaccettabile per noi e per i nostri figli.
Il danno morale sulle nuove generazioni che deriva da un simile modello in cui tutto è comprabile con i soldi o con i favori induce nei ragazzi uno sconvolgimento dei valori sul quale noi tutti genitori e inegnanti siamo chiamati non solo a vigilare ma a lavorare per evitarne le rischiose e molto facili conseguenze diseducative.
Dobbiamo attivarci per salvare il salvabile rilanciando nuovi modelli valoriali che faccinao perno sulla sensibilità, sulla lealtà, sulla coerenza, sulla generosità, sulla solidarietà... e chi più ne ha più ne metta.
A.A.

giovedì 18 giugno 2009

L"utilizzatore finale"

L' "utilizzatore finale ", la tesi sconcertante della
DERESPONSABILIZZAZIONE.

Vicino al paradosso, un po' comico e un po' grottesco, del difensore Ghedini che va oltre ogni più cinica spiegazione pur di salvare il proprio cliente.
E' comunque la giusta metafora di questo degrado morale, civile e sociale nel quale siamo piombati. E di questa cultura e idea di società si nutrono, loro malgrado, ogni giorno, attraverso TV e media, i nostri figli.
Che dire e come spiegare che nonostante lo scivolamento morale di questa classe dirigente i valori possono e devono essere posti a fondamento della proprio storia personale e della comunità in cui ci onoriamo di vivere.
Noi genitori, insegnanti, scuola e società abbiamo un bel da fare per recuperare questo gup.
Auguri e buon lavoro, da subito, non c'è più tempo da perdere. E' sulle nuove generazioni che occorre puntare, una nuova proposta educativa, culturale che sia capace di partire da loro, dalle sensibilità e dalle intuizioni dei giovani, dei ragazzi per rifondare questa nostra collettività e formarla ai valori che la possono rendere diversa e ancora entusiasmante.
Per questo restiamo uniti,e questo blog può essere uno strumento fra tanti, per confrontarci e costruire insieme quello che fino ad ora ci è mancato: un orgoglio di persone, di civiltà, di comunità.
A.A.

mercoledì 10 giugno 2009

Don Farinella: «Vescovi "complici" del berlusconismo».

riceviamo e volentieri pubblichiamo:

dal IL Secolo XIX . it del 09 giugno 2009

Vescovi italiani «complici» di Berlusconi e del «berlusconismo».
È l'accusa rivolta al presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, da un sacerdote genovese, don Paolo Farinella, teologo e biblista. L'accusa è contenuta in una lettera aperta al cardinale Bagnasco, pubblicata anche su internet.



Per don Farinella, i vescovi italiani, nella prolusione e nella conferenza stampa della 59/ma Assemblea Generale della Cei che si è svolta a fine maggio, avrebbero trattato con troppa «delicatezza la questione morale che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del Consiglio».

«Lei e il segretario della Cei - scrive don Farinella rivolgendosi al card. Bagnasco - avete stemperato le parole fino a diluirle in un brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe». «Né lei né i vescovi - prosegue il testo - avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale».

Secondo il sacerdote genovese «la Cei ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo». Per don Farinella, tra i motivi del silenzio dei vescovi la promessa dei finanziamenti alle scuole private. Però, continua il sacerdote genovese nella lettera aperta indirizzata al card. Bagnasco, «molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l'8 per mille ad altre confessioni religiose». Come conseguenza, ha scritto ancora don Farinella, «il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati». «I primi - ha spiegato - non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all'integerrimo e cattolico praticante, prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi». I secondi «stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra all'accusa di pedofilia, stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull'odio dell'avversario pur di vincere a tutti i costi».

«Agli occhi della nostra gente, voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che taciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali» ha affermato ancora il sacerdote genovese che ha aggiunto «io e molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo».

Don Farinella, ha poi parlato della «questione educativa», tema centrale per il prossimo decennio per la Chiesa italiana, affermando che «le tv non nascono sotto l'arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani». Nella sua lettera aperta, don Farinella ha poi chiesto al card. Bagnasco: «in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilita»`


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La lettera integrale

SENZA LA PROFEZIA, RIMANE LA COMPLICITÀ*





Egregio sig. Cardinale,


viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E' il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.


Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato - o meglio non ha trattato - la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica.


Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di «frequentare minorenni», dichiara che deve essere trattato «come un malato», lo descrive come il «drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio». Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell'omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull'inazione del suo governo e sulla sua pedofilia. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale.


Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la «verità» che è la nuda «realtà». Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell'Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi «principi non negoziabili» e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono «per tutti», cioè per nessuno.


Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all'integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi. Non date forse un'assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi «parlate per tutti»? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l'immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E' forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l'attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei? Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l'8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell'inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo.


I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra all'accusa di pedofilia, stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull'odio dell'avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con «modelli televisivi» ignobili, rissosi e immorali.


Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l'altro 50% sotto l'influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d'interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa? Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita «dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale»? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall'eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l'etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant'Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché «anche l'imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa». Voi onorate un vitello d'oro.


Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da «mammona iniquitatis», si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che - è il caso di dirlo - è un silenzio d'oro? Quando il vostro silenzio non regge l'evidenza dell'ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: «troncare, sopire ... sopire, troncare».


Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? «Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo ... si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest'urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti... A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent'altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire» (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX). Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una «bagatella» per il cui perdono bastano «cinque Pater, Ave e Gloria»? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall'ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: «Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix» (La Stampa, 8-5-2009).


Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l'integerrimo sant'Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell'imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: «Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l'anima con il denaro» (Ilario di Poitiers, Contro l'imperatore Costanzo 5).


Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei «per interessi superiori», lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile.


Lei ha parlato di «emergenza educativa» che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei «modelli negativi della tv». Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l'arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del «velinismo» o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull'altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l'Italia.


Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all'Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: «Non licet»? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro «tacere» porta fortuna.


In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.


Genova 31 maggio 2009


Paolo Farinella, prete

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